VIDEO | Dopo il rogo che ha sconvolto l’Europa, la sezione vibonese dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) presenta un’iniziativa rivolta alle scuole superiori in collaborazione con Questura, Vigili del fuoco e Protezione civile per formare gli studenti affinché siano capaci di valutare i pericoli e di agire in caso di emergenza
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La tragedia di Crans-Montana, con quel rogo improvviso che ha ucciso 41 persone, quasi tutte giovanissime, è entrata nelle case e nelle coscienze. Non solo per le responsabilità che saranno accertate, ma per quelle immagini di ragazzi inconsapevoli, travolti da un pericolo che non avevano saputo riconoscere.
È da questa ferita collettiva che nasce “Costruiamo ANChE Sicurezza”, il progetto pilota promosso dall’Ance di Vibo Valentia e rivolto agli studenti delle scuole superiori. L’iniziativa, presentata nella sede di Confindustria Vibo, coinvolge la Questura, il Comando provinciale dei vigili del fuoco, la Protezione civile – associazione Augustus, Sipem Sos Calabria e, come prima scuola partner, il Liceo scientifico “G. Berto”.
A spiegare il senso profondo dell’iniziativa è stata la vicepresidente di Ance Vibo e ideatrice del progetto, Anita Ruffa: «Le immagini della tragedia di Crans-Montana, al netto delle gravissime inadempienze dei gestori del locale, raccontano anche della mancanza di una consapevolezza individuale dei fattori di rischio e delle conseguenze letali cui si va incontro se non si è in grado di riconoscere tempestivamente il pericolo».
Ruffa non punta il dito sui ragazzi: «Ciò che ha colpito è stato osservare quei ragazzi totalmente ignari della gravità di quanto stava accadendo. E ciò, sia chiaro, non per loro responsabilità. Alla loro età la percezione del rischio è bassa, l’idea della morte lontanissima. La paura arriva dopo, crescendo, con l’esperienza».
Da qui la scelta di intervenire prima. «Come Associazione costruttori – aggiunge Ruffa - ci siamo resi conto di quanto fosse necessario mettere a disposizione dei ragazzi le nostre competenze e la nostra sensibilità a livello della prevenzione del rischio e della sicurezza, perché riteniamo che aumentare la consapevolezza del rischio e quindi diventare soggetti attivi nell’autoprotezione sia la chiave per poter evitare che eventi come quelli di Crans-Montana».
Il progetto si inserisce nell’educazione civica, ma con un’impostazione diversa. La dirigente scolastica Licia Bevilacqua lo ha definito «speciale» perché «ribalta un po’ il paradigma»: non si va dalla teoria alla pratica. È una proposta situazionale ed è per questo che è speciale, perché affronta temi della percezione del rischio e di come acquisire competenze che nei giovani molte volte sono sottese oppure non emergono se non si focalizzano.
Per la scuola, aggiunge la dirigente, «è un progetto singolarissimo perché arricchisce l’offerta formativa sulla sicurezza che già c’è e va oltre le proposte di base». Non solo norme, dunque, ma capacità di leggere i contesti, di prendere decisioni in ambienti affollati, di comprendere cosa fare quando il tempo si riduce a pochi secondi.
Il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Ambrogio Ponterio, ha chiarito che verranno trattate anche «materie riguardanti la sicurezza domestica», con tutti gli accorgimenti che devono essere tenuti in considerazione per evitare incidenti. «Parleremo anche delle attività di pubblico spettacolo che ultimamente rappresentano una delle questioni fondamentali sulla sicurezza nei posti affollati che poi vengono vissuti principalmente dai ragazzi».
Sul fronte della protezione civile, Nicola Maria Nocera ha posto l’accento sull’autotutela e sul primo soccorso: «Il nostro ruolo è quello di aiutare le studentesse e gli studenti a comprendere il concetto della valutazione del rischio e apprendere i rudimenti del primo soccorso. Dopo aver valutato correttamente e compreso il rischio, intervenire per poter mitigare i danni è fondamentale».
“Costruiamo ANChE Sicurezza” si rivolge alle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado che saranno coinvolte con video, simulazioni, testimonianze qualificate e dibattiti guidati. Inoltre, strumenti salvavita e checklist per ambienti sicuri accompagneranno i ragazzi in un percorso che vuole trasformare la conoscenza in competenza di vita. Perché, come recita lo slogan scelto dai promotori, «la conoscenza salva vite». E perché, dopo Crans-Montana, restare fermi sarebbe stato il vero fallimento.

