La professionista, formatasi presso l'Accademia di Architettura di Mendrisio (Svizzera): «Attraverso Atelier Hembra mi occupo quotidianamente di rigenerazione urbana, inclusione, e costruzione di comunità»
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L'architetta reggina tra i relatori del Congresso Mondiale dell'Unione Internazionale degli Architetti evento svoltosi dal 28 Giugno al 2 Luglio a Barcellona. Al centro del dibattito il ruolo degli spazi educativi nella costruzione delle comunità, nelle sfide climatiche e nel contrasto allo spopolamento.
Barcellona ha ospitato il World Congress of Architects 2026, il più importante appuntamento internazionale promosso dall'Unione Internazionale degli Architetti (Uia), che conferenza professionisti, studiosi e istituzioni provenienti da tutto il mondo per confrontarsi sul futuro dell'architettura, delle città e dei territori con una platea di più di 10mila partecipanti e 250 relatori selezionati.
Tra i relatori invitati l' architetta reggina Silvia Giandoriggio, formatasi presso l'Accademia di Architettura di Mendrisio (Svizzera), fondatrice dello studio “Atelier Hembra” con sede a Reggio Calabria, e Membro rappresentante della Regione I - Europa del Programma di Lavoro UIA “Spazi Educativi e Culturali”.
Nel corso della sessione dedicata agli ambienti di apprendimento è stato presentato l'Uia Atlas of Learning Environments, pubblicazione internazionale che raccoglie esperienze, progetti e ricerche provenienti da tutti i continenti e che rappresenta il risultato di un triennio di lavoro, studio e confronto sviluppato all'interno del Work Program “Educational and Cultural Spaces”.
L'Atlante nasce dall'esigenza di comprendere come l'architettura possa contribuire a costruire ambienti educativi più inclusivi, accessibili, resilienti e capaci di rispondere alle profonde trasformazioni sociali, ambientali e culturali che caratterizzano il nostro tempo.
Nel corso del triennio di ricerca sono stati individuati tre criteri fondamentali per l'analisi e la selezione dei progetti : il contributo degli spazi alla qualità dell'educazione, alla salute e alla dignità umana; la capacità di affrontare le sfide climatiche e ambientali; il ruolo svolto nella costruzione e nel rafforzamento delle comunità attraverso l'inclusione, partecipazione e coesione sociale. «In questi anni abbiamo osservato come il concetto stesso di ambiente educativo sta cambiando profondamente», afferma Silvia Giandoriggio. «Le nuove metodologie didattiche e pedagogiche richiedono spazi sempre più flessibili, aperti e adattabili. Molti dei progetti raccolti nell'Atlante superano l'idea tradizionale di scuola e diventano vere e proprie architetture comunitarie, capaci di ospitare attività educative, culturali e sociali e di rimanere aperti al territorio anche oltre gli orari scolastici».
Uno dei temi centrali emersi durante il congresso è stato il rapporto tra spazi educativi e comunità, soprattutto nei territori interessati da fenomeni di spopolamento e perdita progressiva dei servizi essenziali.
«Progettare luoghi per l'apprendimento significa oggi progettare le condizioni affinché una comunità possa continuare a esistere e costruire il proprio futuro», prosegue Giandoriggio. «L'architettura non è soltanto il contenitore dell'educazione, ma uno strumento capace di generare relazioni, appartenenza e opportunità. In molte realtà del mondo le scuole, i centri culturali e gli spazi educativi rappresentano il presidio che mantiene viva una comunità e ne sostiene la capacità di affrontare le trasformazioni economiche, sociali e ambientali».
L'esperienza maturata all'interno dell'Uia rappresenta anche un'importante occasione di confronto tra il dibattito internazionale e le sfide che interessano il territorio calabrese.
«Attraverso il mio lavoro professionale con Atelier Hembra mi occupo quotidianamente di rigenerazione urbana, inclusione, e costruzione di comunità» , concludono Giandoriggio. «I temi affrontati a Barcellona riguardano da vicino anche il nostro territorio: lo spopolamento delle aree interne, l'accesso ai servizi, la qualità degli spazi pubblici e il diritto delle persone a vivere, studiare e costruire il proprio futuro nei luoghi che scelgono di abitare. Portare queste riflessioni in un contesto internazionale e riportarle poi sul territorio è una responsabilità ma anche una straordinaria opportunità di crescita collettiva».
La partecipazione dell'Arch. Silvia Giandoriggio al World Congress of Architects 2026 conferma la presenza di professionalità calabresi e italiani all'interno dei principali contesti internazionali di ricerca e confronto sull'architettura contemporanea , contribuendo a portare all'attenzione globale temi che riguardano il futuro delle comunità, dell'educazione e dei territori.

