Narcotici e sostanze stupefacenti, il cui uso è molto diffuso con dati che, seppure non più emergenziali come un tempo, sono comunque da attenzionare. Le droghe si insinuano nelle fragilità alla quali tutti siamo esposti, disintegrano esistenze che poi faticosamente devono essere ricostruire, devastano famiglie e impattano sulla vita delle persone più di quanto si immagini. Ciò che si smercia nelle piazze e nel dark web e che costituisce per la ndrangheta la principale e miliardaria fonte di reddito illecito non inquina solo l'economia legale ma è anche la cartina al tornasole di una società che ancora "abbandona" persone disorientate e profondamente turbate alla sua morsa e che ancora consegna giovani a sballo ed animazione troppo spesso fatali per una sola sera di divertimento. C'è, infatti, anche il dilagante e pericoloso fenomeno delle droghe sintetiche tanto pericolose quanto redditizie.

Droghe e legalità è stato il tema complesso al centro della sesta giornata della legalità promossa dalla Proloco di Cardeto presieduta da Santo Morabito, che dopo l'inno in apertura dei lavori ha sottolineato l'intento di sollecitare un confronto su un «argomento di stringente attualità coinvolgendo autorevoli relatori pronti a offrire il loro contributo per prevenire e fronteggiare anche sul piano sociale il fenomeno»

La manifestazione, giunta alla sesta edizione, patrocinata dall'ente Pro loco italiane Calabria, dall'amministrazione comunale di Cardeto e dal Consiglio regionale della Calabria, con il prezioso contributo dei gruppo di giovani del Servizio civile universale, si è confermata anche quest'anno un evento di comunità che ha gremita piazza Felice Romeo del comune alle pendici dell'Aspromonte.

«Il tema deve continuare a interrogarci come società e come istituzioni. La questione è tutt'altro che di secondo piano. I dati disponibili ci consegnano un quadro in cui il fenomeno invece di essere intercettato dai nostri servizi resta sommerso. Il nostro sistema socio-sanitario si mostra in tutta la sua fragilità, imponendo una riflessione seria dal momento che invece le droghe proliferano e nutrono gli affari della criminalità organizzata», ha sottolineato la sindaca, Daniela Arfuso, al suo secondo mandato alla guida dell'amministrazione.

A tracciare le dimensioni globali di questo fenomeno sono stati il ​​tenente colonnello del comando dei Carabinieri, Roberto Guerino Spina e il capitano della guardia di finanza Italo Iafanti.

«I numeri che riguardano questo fenomeno sono da capogiro. La cocaina, la droga più costosa di tutta. Costa a chi la traffica tra i 38mila ei 46mila euro al Kg, a fronte di uno spaccio al dettaglio pari a costa tra gli 80 euro al grammo che dunque porta a un incasso di . se si considera che per ogni grammo di cocaina venduto al dettaglio il guadagno è di 80 euro, a fronte di una spesa pari a circa 1800 euro solo per un kg. Dunque un margine di guadagno immenso che dà il senso di questo traffico che siamo impegnati a contrastare con i sequestri e con gli arresti. Il giro d'affari globale della 'ndrangheta supera i 40 miliardi di euro all'anno esattamente quanto il pil della Calabria. Occorre una riflessione che sia anche profondamente sociale per una presa in carico di coscienza e di impegno», ha evidenziato il tenente colonnello del comando dei Carabinieri, Roberto Guerino Spina.

«Il nostro impegno anche nel contrasto in mare e alla dogane è quotidiano. Solo un dato: due terzi dei sequestri nazionali doganali di cocaina avvengono al porto di Gioia Tauro. In cinque anni oltre 5 tonnellate che avrebbero fruttato alla ndrangheta oltre 80 miliardi di euro. Sempre negli ultimi cinque incoraggia anche il dato della diminuzioni delle morti per droga che dal 2020 al 2025 si è abbassato: da 374 a 231. Un dato che resta comunque drammatico e che deve renderci consapevoli che anche se il fenomeno ha cifre lontane dalla nostra cognizione quotidiana, esso impatta ancora violentemente sulla vita delle persone», ha sottolineato il capitano capitano della guardia di finanza Italo Iafanti.

Dal contrasto delle forze dell'ordine al contributo del Terzo settore impegnato ad affiancare chi superando la dipendenza co percorsi difficili e faticosi, ricostruisce gradualmente la sua vita sentendosi «parte di un tutto al quale offrire il proprio contributo», evidenzia Antonella Muscatello della comunità terapeutica Cereso di Reggio Calabria, attivo dal 1991 e oggi con sede al parco della Mondialità a Gallico Superiore. «Occorre comprendere che il tema delle dipendenze non è residuale o marginale ma molto complesso. I dati segnano un aumento dei giovani tra i 15 e i 19 anni, con una soglia di età sempre più precoce, che fanno uso di sostanze. Un uso che ancora si commette l'errore di normalizzare come se il consumo potesse essere giustificato dalla ricerca di sballo o, pensando agli psicofarmaci, potesse diventare luogo di cura per ansie e malesseri. E allora la riflessione è anche da estendere alla fragilità degli adulti. Studi scientifici dimostrano che tra l'uso, la dipendenza e la ricerca di aiuto, dunque l'emersione spesso trascorrono 10 anni. Un tempo infinito da ricolmare in termini di salute, recupero e poi reinserimento sociale. Noi ci siamo e camminiamo accanto a chi decide di recuperare la propria esistenza ricominciando daccapo come sta facendo per esempio Daniele», ha spiegato Antonella Muscatello del Cereso che ha poi chiamato Daniele, un giovane della comunità a portare la sua testimonianza.

Daniele e la libertà di sognare una nuova vita

«Ho 26 anni e vengo da Messina e oggi sono qui per metterci la faccia e raccontarvi la mia storia, con tutta l'onestà che ho. Fin da quando ero un ragazzino, ho sempre cercato la strada sbagliata. Da quando avevo 12 anni ho iniziato a frequentare persone negative. Ero attratto dalla devianza, dal fare quello che non si doveva fare. Pensavo che non rispettare le regole mi rendesse forte, invisibile, libero. Ma mi sbagliavo. Ogni regola che rompevo era un pezzo di libertà che toglievo a me stesso e alle persone che mi volevano bene. Ogni giorno era diventato un incubo. A furia di fare errori, ho commesso diversi reati e avevo paura che la mia famiglia mi scoprisse e che finissi in carcere. Poi c'è stata la morte di mio padre, quando io avevo 17 anni e da lì è iniziato il mio calvario, con l'uso esagerato anche di sostanze stupefacenti.
E oggi sono qui, in comunità, a scontare la mia pena agli arresti domiciliari.
Però, ho capito una cosa fondamentale: Le regole non sono nemiche!
Le regole sono come i guardrail in autostrada: servono a non farti andare fuori strada e a proteggere la tua vita e quella degli altri. Rispettarle non significa essere deboli, significa essere diventati uomini maturi.

Sesta giornata legalità proloco Cardeto Droga e legalità 2026


Se oggi sono qui a testa alta e riesco a fare questo discorso, è grazie alle persone che non mi hanno lasciato solo.
Voglio ringraziare di cuore gli operatori e tutte le figure che mi accompagnano ogni giorno in questo percorso. Grazie per la pazienza, per le osservazioni quando servivano e per aver creduto in me anche quando io stesso non ci riuscivo.
E un grazie anche alle istituzioni che mi hanno dato la possibilità di riscattarmi attraverso questa misura. La comunità per me non è solo un posto dove scontare la pena: è un luogo dove sto ricostruendo la mia vita.

Ma il motore di tutto questo mio cambiamento è la mia famiglia. Sono legatissimo a mia mamma e a mia sorella e ai miei nipoti che mi danno la forza di andare avanti. È vero, hanno sofferto tantissimo per colpa mia, ma mi sono rimaste accanto. Oggi ogni mio sforzo è per loro: voglio che siano orgogliose dell'uomo che sto diventando.
Ho iniziato a dimostrare a me stesso che posso farcela: da poco ho preso la licenza media, un traguardo che per me vale tantissimo. E non voglio fermarmi qui: il mio sogno è iscrivermi alla scuola alberghiera, imparare un mestiere e costruirmi un futuro onesto.
A volte il passato fa ancora paura, ma oggi scelgo di guardare avanti. Scelgo il rispetto, la scuola, il lavoro e la legalità. Scelgo di metterci la faccia. Grazie a tutti voi per l'ascolto e per la fiducia che mi state dando».

Dopo la toccante testimonianza di Daniele una sana inquietudine ha pervaso l'attenta comunità di Cardeto durante l'intervento conclusivo del dirigente della presidenza del Consiglio dei Ministri in quiescenza, per altro originario di Cardeto Pietro Megale. Un dettagliato ed eloquente excursus sulle droghe, sulla loro consistenza, frutto della lunga esperienza nell'antidroga in guardia di finanza e anche consigli per un dialogo essenziale tra genitori e figli, adulti e giovani.