I primi due tralicci sono già in piedi da qualche settimana; il terzo è quasi in dirittura d’arrivo. I cavi sui quali passerà l’alta tensione pendono dalle braccia delle nuove grandi torri d’acciaio, ora posizionate a debita distanza dal fronte di frana. A Polia si lavora alacremente per chiudere l’intervento della variante dell’elettrodotto Maida-Rizziconi, resosi necessario a seguito delle piogge che, nel gennaio scorso, quando il Ciclone Harry sconquassava mezza Calabria, avevano innescato un vasto smottamento lungo il corso del torrente Reschia e ai piedi di uno dei sostegni della rete gestita da Terna. E proprio la società energetica si accinge ora a completare la variante che determinerà la deviazione della linea e la messa in sicurezza di un collegamento fondamentale per l’approvvigionamento elettrico del sud della Calabria e della Sicilia.

L’iter dei lavori, la cui conclusione è stimata entro il mese di settembre, era partito nel marzo scorso a seguito dell’ordinanza emessa dal Commissario delegato per la Regione Calabria, quando Terna aveva avviato la procedura autorizzativa e decretato l’apertura della Conferenza dei Servizi per la realizzazione della variante, interamente ricadente nel territorio di Polia, pubblicando l’avviso contenente l’elenco delle particelle catastali interessate dalle opere. 

«Il nuovo percorso - aveva chiarito Terna - consentirà di delocalizzare il collegamento al di fuori delle zone interessate dal dissesto, riducendo i rischi connessi all’instabilità del versante e garantendo nel tempo la piena sicurezza e affidabilità dell’elettrodotto». Gli interventi, oltre alla realizzazione dei tre nuovi sostegni, prevedono la demolizione dei tre tralicci dell’attuale tratta.

«L’elettrodotto Maida–Rizziconi - spiega la società - rappresenta una delle principali dorsali della rete di trasmissione elettrica nazionale nel Mezzogiorno e svolge un ruolo strategico per il collegamento tra la Calabria meridionale e la Sicilia, contribuendo alla sicurezza, alla stabilità e alla continuità del sistema elettrico e all’alimentazione dei territori. Fin dalle prime fasi dell’emergenza, Terna ha attivato tutte le necessarie misure di sicurezza e rafforzato i presidi tecnici sul territorio per il monitoraggio costante dell’evoluzione del fenomeno franoso».