Nuovi smottamenti ripresi stamattina con la nostra telecamera mentre si verificavano. A venire giù è il costone interessato da un vasto cedimento che ha creato uno sbarramento sul corso d’acqua e che minaccia l’elettrodotto che arriva fino in Sicilia
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La terra continua a crollare a Polia e la frana apertasi nei giorni scorsi sul fianco della collina che sovrasta la fiumara Reschia, affluente dell’Angitola, continua ad espandersi, raggiungendo ormai un fronte di quasi 500 metri.
La situazione si fa sempre più critica, dunque, alle porte della frazione Poliolo. E proprio mentre la diga naturale formatasi per effetto del primo smottamento sembrava iniziare a defluire, nuovi crolli avvenuti sotto l’occhio della nostra telecamera precipitano sul fondo e alimentano la preoccupazione di un possibile straripamento e di un’onda di piena che avrebbe serie conseguenze.
A franare stamane, sotto i nostri occhi, sono state due ampie porzioni del terreno che da giorni è in bilico sul vallone. La portata del bacino sottostante, un piccolo lago che man mano sta risalendo il corso della fiumara, vengono costantemente monitorate dall’alto. Stamane anche i tecnici della Protezione civile regionale hanno portato qui il loro drone dalla sede di Reggio Calabria e scattato più di 10mila fotogrammi dall’alto. Rilievi geofisici a valle e sul coronamento di frana, parametri e distanze. Una mole di dati che tornerà utile a prevedere l’evoluzione del movimento e a prendere le necessarie contromisure.
Intanto la pioggia ha continuato a battere incessante anche questa mattina. Il flusso del Reschia, nonostante lo sbarramento a monte, è copioso e irruento anche sotto il ponte Santoro. La strada che porta al centro abitato è interdetta alla circolazione con ordinanza comunale. Il sindaco, Luca Alessandro, non nasconde una certa inquietudine.

«È da quasi una settimana che stiamo costantemente qui sul posto - ci racconta -. Oggi stiamo facendo nuovi rilievi di tutta l’area e del corso del fiume per capire se ci sono condizioni di sicurezza. Ringrazio la Protezione civile regionale perché si sta adoperando senza sosta: stiamo lavorando tutti assieme per monitorare la situazione e per programmare gli interventi futuri».
Il rischio è che nuovi crolli aggravino il quadro nella stretta gola sottostante. «Il corso d’acqua - aggiunge il sindaco - potrebbe essere nuovamente ostruito. Noi continuiamo a monitorare e attendiamo che il fronte di frana in alto si stabilizzi. Al momento non possiamo fare altro».
A preoccupare non è solo il Reschia. L’attenzione è concentrata anche sul traliccio della rete elettrica che si trova a poche decine di metri dal dirupo. Una situazione sotto costante controllo da parte del gestore, Terna, che da giorni ha distaccato sul posto una sua squadra. Da questo tratto dell’elettrodotto Maida-Rizziconi passa l’alta tensione che arriva fino in Sicilia. Un suo eventuale collasso determinerebbe uno sbilanciamento di potenza su una linea parallela, portando - nello scenario peggiore - all’interruzione della fornitura elettrica sull’isola. Con conseguenze catastrofiche. Tanto che se ne valuta in queste ore lo spostamento.
«Ad oggi il traliccio si trova a 30-35 metri dal fronte di frana - spiega il sindaco -. Proprio ieri c’è stato un sopralluogo geologico con Terna per monitorare la situazione. Stanno predisponendo un progetto per spostare il traliccio a rischio e altri ad esso collegati».
Una situazione emergenziale su più fronti, dunque, che il primo cittadino, sta gestendo con grande impegno supportato dal personale comunale e dall’Ufficio tecnico guidato dall’architetto Fortunato Griffo. Nella consapevolezza che, come ammette Alessandro, «solo con la sinergia di tutti gli enti riusciremo a venire fuori da questa situazione».

