Ogni estate, puntualmente, torna il dibattito sui costi dell'elisoccorso e dei canadair in Calabria. Cifre importanti, talvolta impressionanti, che finiscono inevitabilmente per alimentare polemiche e indignazione. Venti milioni di euro l'anno per l'elisoccorso. Migliaia di euro per ogni ora di volo dei canadair. Numeri che fanno discutere e che, in una regione dove la sanità continua a soffrire e i servizi essenziali restano spesso insufficienti, suscitano comprensibili interrogativi. Tuttavia la domanda corretta non dovrebbe essere quanto costano questi servizi bensì quanto costerebbe non averli.

Chi conosce il territorio calabrese sa bene che molte aree interne sono raggiungibili con enorme difficoltà. Strade dissestate, collegamenti lenti, distanze che diventano insormontabili quando si tratta di salvare una vita. In queste condizioni l'elisoccorso non rappresenta un lusso, bensì una necessità. Allo stesso modo, quando un incendio divampa tra montagne e boschi, il canadair spesso rappresenta l'unico strumento capace di contenere rapidamente un fronte di fuoco che potrebbe devastare interi territori. Ridurre il dibattito al semplice costo economico rischia, pertanto, di essere un grave errore; ettari di bosco distrutti non significa soltanto alberi bruciati ma anche dissesto idrogeologico, perdita di biodiversità, danni al turismo, all'agricoltura e alle attività economiche. Una vita salvata da un elicottero sanitario non può essere valutata esclusivamente attraverso una fattura o un bilancio.

Quanto detto non significa accettare qualsiasi spesa senza porre domande; appunto perché parliamo di cifre rilevanti, il controllo pubblico deve essere rigoroso e costante. Le cronache degli ultimi anni hanno evidenziato proroghe contrattuali protratte per lungo tempo, gare rinviate e interrogativi sulla gestione complessiva di alcuni servizi. Questioni che, indubbiamente, meritano approfondimenti e verifiche puntuali poiché la lotta agli sprechi non può passare attraverso l'eliminazione dei servizi essenziali bensì attraverso la prevenzione di possibili fenomeni corruttivi, delle inefficienze amministrative e delle rendite di posizione che troppo spesso prosperano nell'ombra delle emergenze.

Se esistono dubbi sui costi, si aprano i bilanci, intervengano gli organi di controllo, si individuino i responsabili ma sarebbe profondamente sbagliato trasformare l'elisoccorso o i canadair nel bersaglio di una polemica superficiale che finisce per colpire strumenti indispensabili alla tutela della vita umana e del territorio. La Calabria, oggi più che mai, ha bisogno di più controlli e trasparenza, non di meno soccorsi o di tagli indiscriminati. Ritorna in evidenza la necessità di amministratori capaci di verificare ogni euro speso senza però dimenticare che esistono servizi il cui valore non può essere misurato soltanto attraverso il loro costo; d'altra parte il costo di un elicottero o di un canadair può essere scritto in un bilancio mentre quello di una vita persa o di un territorio devastato da un incendio non sarà mai quantificabile.