Il promoter di "Fatti di Musica", escluso dal bando, annuncia ricorso contro la Regione. «Mentre la Film Commission dà milioni alla Rai per serate non legate al territorio, vengono penalizzati i progetti storici e le imprese culturali calabresi»
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Dopo il rigetto dell'istanza di riesame presentata in autotutela contro l'esclusione dalla graduatoria definitiva dell'Avviso regionale "Eventi Straordinari, la Calabria che incanta", Ruggero Pegna annuncia battaglia nelle aule della giustizia amministrativa. Lo storico promoter calabrese, ideatore della rassegna "Fatti di Musica", che quest'anno celebra quarant'anni di attività, ha deciso di impugnare davanti al Tar il provvedimento con cui il suo progetto è stato escluso dai finanziamenti regionali.
Per Pegna si tratta di una scelta che segna una netta rottura con le politiche adottate dalla Regione Calabria negli ultimi trent'anni in materia di spettacolo dal vivo. L'organizzatore, tra i protagonisti della crescita del settore in Calabria e promotore di alcuni tra i più importanti concerti nazionali e internazionali ospitati nella regione, parla di una decisione "incomprensibile" e destinata a mettere in crisi esperienze culturali costruite in decenni di lavoro.
Il promoter ripercorre la nascita del rapporto tra la Regione e i grandi eventi musicali, ricordando come già a metà degli anni Novanta l'allora assessore al Turismo Michele Traversa avesse riconosciuto il valore strategico dei concerti come strumento di promozione territoriale. Da quel momento, osserva Pegna, quella linea politica sarebbe stata condivisa dalle successive amministrazioni regionali, favorendo anche investimenti come la realizzazione dell'Arena Magna Graecia di Catanzaro Lido, struttura nata proprio per ospitare grandi spettacoli.
Secondo il patron di "Fatti di Musica", oggi quella visione sarebbe stata improvvisamente abbandonata. «Lo schiaffo dato a chi ha realizzato anche qui un sogno per sé e per tanti, un modello di impresa culturale e musicale di livello nazionale, introducendo la regione nei maggiori circuiti del settore ed assicurando ai calabresi in modo continuativo i più attesi spettacoli del genere, è davvero mortificante, inaccettabile, persino indecifrabile», afferma.
Nel mirino finiscono soprattutto i criteri del bando regionale, ritenuti privi di una logica coerente. Pegna contesta in particolare il limite massimo di otto eventi finanziabili con il contributo previsto dall'avviso, sostenendo che proprio questa previsione avrebbe determinato l'esclusione del suo progetto.
«Fatti di Musica è stata esclusa perché, a spese totale della mia società e fuori progetto, sarebbero stati realizzati altri eventi oltre agli otto presentati e da rendicontare», sostiene il promoter, definendo la scelta una "penalizzazione per eccesso di merito". A suo giudizio, chi è in grado di organizzare un numero maggiore di appuntamenti, investendo risorse proprie, dovrebbe essere premiato e non escluso.
Pegna richiama l'esempio di grandi festival italiani e internazionali, come Umbria Jazz, dove il numero degli eventi non rappresenta un elemento penalizzante ma, al contrario, uno degli indicatori della capacità organizzativa della manifestazione.
Le critiche non riguardano soltanto la vicenda di "Fatti di Musica". Secondo il promoter, il bando avrebbe escluso anche altre storiche iniziative culturali calabresi, come il Catona Teatro, giunto alla quarantunesima edizione, e il Peperoncino Jazz Festival, manifestazione conosciuta anche all'estero. Tra gli esempi citati figura inoltre il "Calabria Fest Tutta Italiana", che negli anni ha sviluppato collaborazioni con la Rai e con Radio Tutta Italiana, ma che non ha raggiunto il punteggio necessario per ottenere il finanziamento.
Pegna evidenzia anche quella che considera una contraddizione nelle politiche regionali: da una parte, osserva, vengono destinati ingenti finanziamenti a eventi musicali organizzati attraverso Calabria Film Commission; dall'altra, vengono escluse iniziative nate e cresciute sul territorio grazie al lavoro di imprese culturali calabresi: “In un momento in cui attraverso la Calabria Film Commission vengono dati direttamente a Rai Com milioni di euro per serate musicali in alcun modo legate al territorio, che se fatte a Cosenza o a Canicattì poco cambierebbe, nel predetto bando non arriva al punteggio di ammissione il Calabria Fest Tutta Italiana, l’unico festival calabrese con la Calabria nel titolo che negli anni (18 edizioni), grazie al contributo delle misere centomila euro dei bandi regionali per eventi storicizzati, ha avuto la media partnership ufficiale delle più innovative reti Rai, come Radio Tutta Italiana, trasmesso pure da Rai Play. Non era una passerella utile? Come mai cerchi la Rai e fai bocciare l’unico festival che ce l’aveva, era calabrese, ti costava pochi soldi e valorizzava peraltro i nuovi talenti? Purtroppo, senza contributo, essendo ad ingresso libero, non si potrà fare!».
Tra le delusioni espresse dal promoter figura anche il mancato sostegno istituzionale all'opera teatrale "Fortunata di Dio", dedicata alla figura di Natuzza Evolo. «Nessuna risposta, nessun patrocinio, nessuna presenza in teatro. Eppure, Calabria davvero Straordinaria più di quella raccontata in questa storia non credo che ce ne sia», osserva.
Con il ricorso al Tar, Pegna punta ora a ottenere una verifica sulla legittimità dell'esclusione dalla graduatoria. Parallelamente lancia un appello alla Regione affinché si riapra un confronto con gli operatori del settore.
«Spero sinceramente che si voglia cogliere la sofferenza di chi ha dato tutto al proprio lavoro rimanendo in questa regione, cercando di realizzare qui i propri sogni e creando un modello di impresa culturale apprezzato innanzitutto dai calabresi. Una comprensione che porti ad un dialogo costruttivo, per ricreare condizioni favorevoli affinché i nostri sforzi, i nostri eventi, quello che abbiamo costruito, siano e rimangano patrimonio della Calabria», conclude il promoter.

