Il colonnello Enrico Pigozzo, comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, ha affidato un messaggio commovente e denso di significato ai 144 allievi del 184° pronti a giurare nel corso della Festa Nazionale dei Carabinieri. «Solo pochi mesi fa giovani ragazze e ragazzi varcavano i cancelli della nostra scuola curiosi e smarriti. Ci eravamo dati delle parole d’ordine: impegno, motivazione, determinazione, saldezza. Qui si entra per imparare, di qui si esce per servire».

Rivolgendosi agli allievi schierati davanti alle autorità, Pigozzo ha ricordato la missione dell’Arma: «Proteggere, ascoltare, rassicurare, con un principio alla base di tutto: mettere la propria vita al servizio dell’altro per il bene comune». Un passaggio particolarmente sentito è stato dedicato al significato del giuramento: «Quel grido non è una formula giuridica o un atto burocratico. Il giuramento è un confine, è il momento esatto in cui il vostro io si trasforma in noi. Da oggi la vostra vita non apparterrà più soltanto a voi stessi, apparterrà alla Repubblica e a ogni cittadino che incrocerà il vostro sguardo cercando sicurezza». E ancora: «Vi verrà chiesto molto, ma soprattutto di essere limpidi e puri. Vi verrà chiesto non di fare il carabiniere, ma di essere un carabiniere».

Nel finale il richiamo al motto dell’Arma: «Nei secoli fedeli non è uno slogan. È una promessa. È il battito cardiaco della Patria». Poi l’esortazione conclusiva ai giovani militari: «Carabinieri del 144° corso, il dovere vi chiama, la storia vi osserva. Gridate al cielo chi siete, gridatelo con tutta la vostra anima. E sarete per sempre fratelli e sorelle in un’unica grande famiglia, nei secoli fedele».