L’attuale procuratore aggiunto torna in Campania dove ritrova il togato reggino con il quale ha collaborato per circa quattro anni nel capoluogo di regione
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Il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, nella seduta del 25 marzo 2025, ha nominato il magistrato Giancarlo Novelli nuovo procuratore aggiunto di Napoli. Il togato, che aveva presentato domanda anche per la Procura di Latina, approda nel capoluogo campano ritrovando Nicola Gratteri, con il quale aveva già lavorato a Catanzaro.
La scelta del Csm arriva al termine di un percorso istruttorio accompagnato dalle motivazioni della Quinta Commissione, che hanno ricostruito il profilo professionale di Novelli, valorizzando esperienza requirente, capacità investigative e attitudini organizzative.
Il percorso: Napoli, Torre Annunziata, Ministero e poi Catanzaro
Nelle motivazioni si ricorda che Novelli è stato nominato in magistratura con decreto ministeriale 22 dicembre 1987 e ha maturato un «protratto e articolato percorso professionale in funzioni requirenti di primo grado». In particolare, è stato sostituto procuratore in vari uffici campani – tra Napoli e Torre Annunziata – con una parentesi al Ministero della Giustizia, all’Ufficio legislativo, prima del ritorno in Procura a Napoli.
Dal 18 settembre 2019 è stato procuratore aggiunto a Catanzaro, dove - si evidenzia nelle carte - ha operato anche in settori complessi come la prevenzione e l’esecuzione penale. Dal 10 marzo 2025 è indicato come vicario del Procuratore della Repubblica.
Il lavoro nel distretto e il “fronte jonico”
Nella fase catanzarese, Novelli ha avuto un ruolo di raccordo e coordinamento su un’area ritenuta strategica per le indagini della Dda, con particolare attenzione al versante jonico del distretto, e ai circondari più delicati, tra cui Castrovillari. Un territorio investigativo complesso, dove la presenza della ’ndrangheta è storicamente radicata, ma dove negli ultimi anni – come riportato – l’azione repressiva ha prodotto numerosi risultati, con procedimenti su associazioni mafiose, omicidi aggravati, estorsioni, usura e intestazioni fittizie.
In questa fase, secondo quanto riferito, Novelli ha lavorato in sinergia con i magistrati Alessandro Riello e Stefania Paparazzo, curando il coordinamento investigativo e il raccordo con l’ufficio distrettuale.
Le valutazioni del Csm: «Ottime capacità investigative» e «alta produttività»
Le motivazioni della Quinta Commissione richiamano un parere attitudinale del Consiglio giudiziario di Catanzaro definito «altamente positivo» e sottolineano, nelle periodiche valutazioni di professionalità, «l’ottima preparazione giuridica, il costante impegno, la laboriosità, l’equilibrio e la diligenza». Sempre nelle carte, viene rimarcato che, nell’esercizio delle funzioni, Novelli «ha sempre dimostrato di possedere ottime capacità investigative, di organizzazione e di coordinamento».
Un passaggio citato richiama il giudizio già espresso in occasione di una precedente valutazione, da cui emerge che il magistrato «ha manifestato ottime capacità professionali e preparazione giuridica nello svolgimento dei compiti inerenti alle sue funzioni» e che gli elaborati allegati confermano «la solida tecnica redazionale», oltre a «ottima conoscenza della legislazione, della dottrina e della giurisprudenza, e un lodevole aggiornamento professionale».
Nel rapporto informativo del dirigente - richiamato nelle motivazioni - si dà conto anche di una dedizione al lavoro ritenuta costante: Novelli «si è sempre distinto per la dedizione al lavoro, l’alta produttività e per la competenza professionale», con una «spiccata capacità di organizzazione» e l’adozione di protocolli investigativi diffusi presso gli uffici di polizia giudiziaria. Viene inoltre valorizzata «la non comune specializzazione in materia di esecuzione penale».
Coordinamento e rapporto con Dna e altre Dda
Le carte riportano che, nel periodo catanzarese, Novelli ha esercitato un raccordo puntuale tra sostituti e vertice dell’ufficio, con verifica e visto degli atti - comprese richieste cautelari - destinati al successivo assenso del procuratore distrettuale, in procedimenti complessi che hanno richiesto coordinamento anche con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, con altre Dda e, in alcuni casi, con autorità giudiziarie estere, in ragione della proiezione nazionale e internazionale della ’ndrangheta.

