L’architetto e interior designer, premiato di recente negli Usa, parla anche del Ponte sullo Stretto: «Una leva di politica economica capace di attivare investimenti, rafforzare l’indotto e migliorare la competitività territoriale»
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Il 2025 si è chiuso con risultati di particolare rilievo per Giuseppe Samà, architetto e interior designer attivo tra New York e l’Europa, il cui lavoro si colloca all’intersezione tra progettazione internazionale, sviluppo economico e valorizzazione delle filiere produttive italiane. A riconoscere questo percorso è stato il premio conferito a New York da una delle più grandi associazioni calabresi negli Stati Uniti, il “Club Gioiosa Ionica” con presidente Gimmy Mazzaferro, davanti a una platea di oltre 650 persone, segnale concreto del valore economico e culturale generato dai professionisti italiani all’estero. Il premio è stato conferito dal consigliere regionale Orlandino Greco, in qualità di presidente dei Calabresi nel Mondo, per conto della Regione Calabria.
Calabrese di origine, Samà ha costruito negli anni un modello operativo basato sull’integrazione tra design, architettura e sistema produttivo. I suoi progetti non si limitano alla componente estetica, ma attivano catene del valore che coinvolgono aziende manifatturiere, artigiani specializzati e imprese dell’arredo, molte delle quali radicate in Calabria. Un approccio che dimostra come il settore creativo possa incidere direttamente su export, occupazione qualificata e posizionamento competitivo del Made in Italy nei mercati internazionali.
«Nonostante questo potenziale, uno dei principali fattori che continua a frenare la crescita del Paese è rappresentato dalla complessità burocratica», afferma Samà.
Che poi denuncia: «Tempi autorizzativi lunghi, stratificazione normativa e incertezza procedurale incidono negativamente sulla capacità dell’Italia di attrarre investimenti e di trasformare le decisioni strategiche in risultati operativi. Una criticità che pesa tanto sulle grandi opere quanto sull’attività quotidiana di imprese e professionisti».
Poi l’architetto Samà parla del Ponte sullo Stretto di Messina: «Si tratta di un’infrastruttura con un impatto potenzialmente significativo sulla logistica, sulla mobilità e sull’integrazione economica tra Calabria e Sicilia, oltre che sull’intero sistema del Mezzogiorno. Tuttavia, il progetto continua a subire ritardi legati a iter amministrativi complessi e contenziosi, evidenziando come la burocrazia possa rallentare anche interventi considera strategici per lo sviluppo nazionale».
In questo contesto, Samà rileva l’impegno del Governo e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini che «nel tentativo di superare tali criticità e dare concretezza a un’opera che, se realizzata, potrebbe generare un effetto moltiplicatore rilevante sull’economia del Sud. Il Ponte non è solo un collegamento infrastrutturale, ma una leva di politica economica capace di attivare investimenti, rafforzare l’indotto e migliorare la competitività territoriale».
Il 2026 si apre intanto con prospettive particolarmente positive per Giuseppe Samà, già coinvolto in nuovi progetti tra New York e Italia e al centro di richieste provenienti da mercati ad alta intensità di investimento come Dubai e Qatar. Contesti nei quali rapidità decisionale, chiarezza normativa ed efficienza amministrativa rappresentano fattori determinanti per la realizzazione dei progetti.
Secondo il giovane architetto: «Le prospettive per il prossimo anno indicano una direzione chiara: il rilancio del Sud passa attraverso infrastrutture moderne, una burocrazia più efficiente e la valorizzazione del capitale umano. In questo scenario, la Calabria può assumere un ruolo centrale, trasformando competenze, identità e filiere produttive in vantaggio competitivo».
L’esperienza di Giuseppe Samà dimostra che il talento e la domanda internazionale esistono; affinché diventino crescita strutturale, è necessario un sistema capace di accompagnare la visione con strumenti concreti e tempi compatibili con l’economia globale.

