Per gli inquirenti, hanno messo in piedi un articolato meccanismo per fare ottenere falsi permessi di soggiorno a cittadini stranieri le dieci persone alle quali oggi la polizia di Crotone ha notificato altrettanti avvisi di conclusione delle indagini per reati che vanno dal favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, favoreggiamento personale, rivelazione di segreto d'ufficio.

Tra gli indagati compaiono anche un avvocato del foro di Crotone alcuni funzionari della prefettura. L'indagine, delegata agli uomini della Digos della Questura, si è avvalsa di attività tecniche, supportate da intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, corroborate da numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento. Ricostruito così un fitto sottobosco di condotte illecite volte a facilitare l'ingresso e la permanenza irregolare di cittadini stranieri sul territorio nazionale, eludendo le normative vigenti in materia di immigrazione.

Indagate per favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina due persone che hanno agevolato l'ingresso illegale di numerosi migranti, mentre l'avvocato è stato denunciato per aver agevolato l'ingresso e la permanenza sul territorio nazionale di tre cittadini extracomunitari a loro volta colpiti dal provvedimento in quanto beneficiari delle condotte illecite che hanno consentito il loro ingresso e la permanenza irregolare in Italia. Dimostrato anche il coinvolgimento di alcuni dipendenti della prefettura di Crotone, tra i quali un funzionario e un dipendente della Sportello unico immigrazione, i quali, attraverso il rilascio dei permessi di soggiorno richiesti hanno commesso il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina dei tre cittadini stranieri.

L'aspetto ancora più inquietante è quello che riguarda una persona, denunciata favoreggiamento personale, che per i pm ha provato ad aiutare uno degli indagati a eludere le investigazioni, dopo aver acquisito informazioni da un'altra persona che era venuta a conoscenza dell'inchiesta, commettendo a sua volta il reato di rivelazione di segreto d'ufficio. Considerato che alcuni degli indagati risiedono fuori dalla provincia di Crotone, l'attività è stata esperita in collaborazione con le questure di Latina, Terni e Bologna.

Le pratiche esaminate dagli investigatori sono oltre un centinaio. Le indagini, durate oltre un anno, sono state seguite direttamente dal procuratore di Crotone, Domenico Guarascio, e dal pool di magistrati che si occupano del contrasto alle reti criminali che speculano sui flussi migratori. 

I nomi degli indagati 

Tommaso Iannuzzi, nato a Cariati il 23 agosto 1994;

Peppino Petrone, nato a Crotone l'8 dicembre 1974;

Fabio Lucà, nato a Cariati il 3 luglio 1985;

Ardit Bardho, nato in Albania il 28 giugno 1992;

Nicola Borza, nato a Crotone il 17 agosto 1981;

Simone Ridge Molinaro, nato in Germania il 14 settembre 1996;

Domenico Cataldo Nigro, nato a Cirò Marina il 3 maggio 1970;

Md Al Amin, nato in Bangladesh il 16 marzo 1996;

Mohammed Raton, nato in Bangladesh il 20 maggio 1978;

Mohammed Walid, nato in Bangladesh il 12 agosto 1986.