La minaccia è arrivata dal carcere, brutale e diretta: «Ti sparerei in faccia». Parole che hanno immediatamente acceso i riflettori su un clima di tensione che continua a gravitare attorno all’azione della magistratura antimafia e, in particolare, alla figura del procuratore di Napoli Nicola Gratteri. Un episodio che, secondo quanto emerso, ha portato anche all’adozione di misure restrittive più severe nei confronti del detenuto responsabile, il capoclan Vitale Troncone, con l’applicazione del 41-bis. In questo contesto, dal mondo istituzionale si è levata una voce compatta di sostegno, che richiama l’attenzione non solo sulla gravità dell’accaduto, ma anche sul ruolo cruciale delle carceri nella lotta alle mafie.

Russo (Garante dei detenuti): «La sfida alla criminalità si combatte anche nelle carceri»

A esprimere “piena solidarietà e vicinanza istituzionale” è stata innanzitutto la garante regionale della Calabria dei diritti delle persone private della libertà personale, Giovanna Francesca Russo, che individua nel caso un segnale allarmante ma anche un punto di svolta nel dibattito pubblico.

«Nicola Gratteri è simbolo di una giustizia che resiste, agisce e di un’antimafia che non si piega davanti alla pressione della criminalità organizzata», afferma Russo, sottolineando come «oggi più che mai è necessario affermare con forza che la sfida alla criminalità organizzata si combatte anche dentro le carceri».

L’episodio delle minacce, prosegue, «è gravissimo e dimostra come «la cultura dell’antimafia penitenziaria non è uno slogan: è una linea di confine tra lo Stato e chi tenta di minarne le fondamenta». Da qui l’appello a una presa di posizione netta: «Episodi come questi devono trovarci tutti compatti a dire da che parte stiamo».

Russo insiste poi su un punto politico e istituzionale: «Da troppo tempo questo tema viene sollevato in solitudine. Ed è proprio questa solitudine a rappresentare una ferita per lo Stato di diritto ed un pericolo». E aggiunge: «Le istituzioni devono essere unite, visibili, presenti. Non esistono zone neutre: o si difende la legalità, o la si perde».

Nel suo intervento, la garante allarga lo sguardo anche al sistema penitenziario nel suo complesso: «Le carceri non saranno mai terreno di conquista per logiche mafiose. Non saranno luoghi di comando occulto, né spazi di continuità criminale». E conclude ribadendo un principio chiave: «Difendere la legalità significa anche garantire dignità. Solo così si costruiscono seconde opportunità vere, solo così si indebolisce realmente il potere della criminalità organizzata».

Occhiuto: «Un attacco grave, le istituzioni facciano quadrato»

Sulla stessa linea anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che interviene con parole nette affidate ai social: «Piena solidarietà al procuratore Nicola Gratteri».

Occhiuto non minimizza la portata dell’accaduto: «Le minacce da parte di un boss della camorra sono un attacco grave che non deve essere sottovalutato». E richiama con forza il senso di responsabilità delle istituzioni: «Davanti a questi tentativi di intimidazione, le istituzioni hanno il dovere di fare quadrato, senza zone d’ombra o tentennamenti».

Cirillo: «La Calabria onesta è con Gratteri»

«Esprimo, a nome mio e dell’intero Consiglio regionale della Calabria, piena solidarietà al procuratore Nicola Gratteri per le gravi minacce ricevute. Colpire un magistrato impegnato in prima linea contro la criminalità organizzata significa attaccare lo Stato e i valori della legalità. La lotta alle mafie richiede un impegno comune, istituzionale e politico, per sostenere con determinazione il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. La Calabria onesta è al fianco di Nicola Gratteri». Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, esprimendo vicinanza al procuratore di Napoli.

Cannizzaro: «Tutti i cittadini si stringano attorno a Gratteri»

«Esprimo massima solidarietà, a nome mio e di tutta la Segreteria regionale di Forza Italia Calabria, al procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, al cui indirizzo un boss della camorra ha lanciato un messaggio minatorio gravissimo. L’ennesima, grave intimidazione subita è il segno che la sua azione contro le mafie colpisce nel segno. E chi come Gratteri combatte ogni giorno la criminalità organizzata affrontandola di petto e senza mezzi termini merita ancor più rispetto, protezione e sostegno. Ecco perché ogni articolazione dello Stato, compresi i cittadini, deve stringersi attorno a chi difende la legalità ogni giorno, a rischio della vita. Davanti a questi gesti di viltà e arroganza, tutte le istituzioni devono mostrarsi ancora più unite e determinate, facendo quadrato. Gratteri rappresenta quel tipo di uomo di Stato integerrimo che dovrebbe essere solo considerato un esempio e non un bersaglio. La legalità non si intimidisce, si difende. Conoscendo il dottore Gratteri e la sua caparbietà da buon calabrese, so per certo che questo episodio non lo farà arretrare di un millimetro». Lo afferma Francesco Cannizzaro, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati e segretario regionale della Calabria.