Possenti porte metalliche con possibilità di apertura solo dall’interno. Sui soffitti, tubi di un impianto di filtraggio e rigenerazione dell’aria. Su una delle pareti di una stanza la scritta “Impianto antigas Universale” per 50 persone.

Scorre anche sui binari delle stazioni la Storia del Novecento. E anche sotto di essi. In occasione dei lavori dell’imponente restauro eseguito tra il 2019 e il 2020 nella stazione Centrale di Reggio Calabria, in particolare durante il rifacimento della pavimentazione della grande sala d’attesa eseguito da Rete Ferroviaria Italiana, tornò alla luce dopo decenni di oblio il bunker antiaereo costruito tra il 1936 e il 1938 per assicurare un riparo al personale delle Ferrovie in tempo di Guerra e in caso di emergenza.

Bunker antiaereo Stazione Centrale Reggio Associazione Ferrovie in Calabria

«Ad attirare l’attenzione – spiega Roberto Galati, presidente dell’associazione Ferrovie in Calabria - fu un’insolita copertura costituita da rotaie e da una spessa gabbia di acciaio. Al di là di esse il bunker. Nel corso dei decenni murato nei suoi due accessi, uno adiacente al sottopassaggio e l’altro in diretto collegamento con gli uffici soprastanti la biglietteria, solo tra il 2019 ed il 2020 fu rimesso in sicurezza e riaperto. Furono necessari una bonifica e il restauro conservativo degli ambienti. Al loro interno, gli impianti di aerazione e di autoproduzione di energia elettrica, pavimentazione e portoni a chiusura stagna risalenti agli anni ’30, perfettamente conservati e oggi mostrati nel loro stato originario. Diverse stanze e dentro anche qualche attrezzature di sopravvivenza risalenti alla Seconda guerra mondiale.

Bunker antiaereo Stazione Centrale Reggio Associazione Ferrovie in Calabria

Adesso il Bunker antiaereo, con un percorso circolare, è visitabile dal pubblico grazie alla sinergia tra l’associazione di promozione sociale Ferrovie in Calabria e RfI, per la quale ringrazio lo station manager Antonio Polimeni. Le visite sono possibili in occasione delle tappe a Reggio Calabria Centrale dei treni turistici nell’ambito per esempio dei progetti Rail Tour Viaggia in treno e scopri la Calabria e Treno degli Dei. Il bunker è tra le mete che proponiamo unitamente al Museo archeologico nazionale e al museo del Bergamotto di Reggio nel tour del Treno della Magna Grecia.

Il bunker è, altresì, aperto in occasioni speciali, come la recente prima tappa a Reggio e in Calabria del Treno del Ricordo in memoria dell’esodo Giuliano-Dalmata e delle vittime delle Foibe. Molte le scuole che lo hanno visitato. Auspichiamo che possa essere sempre più fruibile», ha spiegato ancora Roberto Galati, presidente dell’associazione Ferrovie in Calabria.

Nel 2021 il bunker aprì al pubblico dopo il suo recupero conservativo, ospitando la mostra ‘Station to station‘, organizzata da Techné Contemporary Art in collaborazione del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Un’importante occasione di riscoperta della storia del periodo bellico, custodita nei sotterranei della stazione Centrale a piazza Garibaldi a Reggio.

La stazione ferroviaria di Reggio Calabra, eretta su un solo livello, sopravvisse al devastante terremoto del 28 dicembre 1908, anche se un intervento di ristrutturazione si rese necessario per il pieno e sicuro funzionamento. I lavori, disposti dal ministro delle comunicazioni Galeazzo Ciano già nel 1925, furono realizzati nel 1936. L’inaugurazione ebbe luogo nell’aprile del 1938. Quei binari della nuova stazione accolsero il Duce in occasione della sua visita a Reggio nel marzo del 1939 in occasione dell’inaugurazione della casa del Fascio, nel palazzo dove oggi ha sede la sezione staccata del Tribunale Amministrativo Regionale.

Bunker antiaereo Stazione Centrale Reggio Associazione Ferrovie in Calabria

Il progetto razionalista, perfettamente rispondente ai canoni dell’estetica Fascista, della nuova stazione ferroviaria di Reggio di Calabria Centrale, dunque ricostruita negli anni Trenta, recava la firma dell’architetto futurista Angiolo Mazzoni (che curò analogo intervento anche per la stazione di Messina).

Nel secondo dopoguerra la stazione continuò a funzionare come fulcro delle linee Jonica e Tirrenica e oggi è il principale snodo ferroviario della Calabria, con treni anche di lunga percorrenza. Il bunker rimase accessibile ben oltre la fine della Guerra, almeno fino agli anni Settanta. Durante i moti, un gruppo di giovani reggini aveva occupato la stazione bloccando i binari in segno di protesta contro la decisione di eleggere a Catanzaro il capoluogo di Regione. Quei giovani entrarono anche nel bunker.

«Ricordo quando entrammo nel bunker, pochi giorni dopo subito il ritrovamento nel 2019. Era pieno di terra, tutto buio e abbandonato. Sul muro, dopo l’ingresso, all’inizio dello stretto corridoio, vi era la scritta “Boia chi molla”», racconta Roberto Galati, presidente dell’associazione Ferrovie in Calabria. Adesso quei muri sono stati imbiancati ma resta la storia di quei luoghi che dopo il Settanta caddero nell’oblio. Poi nuova luce.