Un piccolo paese capace di diventare una grande storia. È da Caccuri che Roberto Sergio parte per raccontare il valore della cultura, il ruolo del servizio pubblico e, soprattutto, la forza di un’informazione capace di partire dal territorio per arrivare a un pubblico sempre più ampio. Il direttore generale della Rai e di San Marino RTV è stato ospite della XV edizione del Premio Letterario Caccuri promossa dall’Accademia dei Caccuriani, dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Un riconoscimento accolto con emozione, anche per il legame con la Calabria e con le proprie radici familiari. «Questo riconoscimento mi ha riportato a casa», ha raccontato Sergio, ricordando un’accoglienza «affettuosa e calda». Un'emozione personale che si è trasformata in una riflessione sul significato più profondo di una manifestazione nata in un piccolo centro e diventata, negli anni, un appuntamento capace di richiamare l'attenzione nazionale. Per Sergio, il “caso Caccuri” non è casuale. Alla base c'è la capacità di chi ha ideato e sostenuto il Premio di valorizzare «valori forti» della Calabria, trasformandoli in un moltiplicatore culturale. Così un borgo è diventato un luogo d'incontro, dove la cultura non rimane confinata nei libri, ma crea relazioni, confronto e partecipazione. È proprio qui che entra in gioco l'informazione. Perché una storia, per uscire dai confini di una comunità, ha bisogno di essere raccontata.

«Servono realtà areali come LaC»

Secondo Sergio, la missione della Rai deve comprendere anche la capacità di dare voce alle realtà più piccole, portando all'attenzione nazionale ciò che nasce e cresce nei territori. Ma il servizio pubblico, da solo, non basta. E il direttore generale Rai lo dice con chiarezza ai microfoni del network LaC guidato dall’editore Domenico Maduli. «Servono anche le realtà areali come la vostra, straordinaria», afferma Sergio durante l'intervista. E aggiunge un riconoscimento ancora più significativo: «Racconta il territorio, lo sa fare con il linguaggio del territorio, ma anche aperto poi all'intero territorio nazionale». LaC viene dunque indicata come esempio di una realtà fortemente radicata nella propria terra, ma non chiusa dentro i suoi confini. Un modello nel quale l'identità locale diventa la chiave per costruire un racconto capace di dialogare con un pubblico più vasto. «Vi riconosco uno straordinario merito», conclude Sergio. Parole che assumono un significato particolare perché pronunciate da chi guida il principale servizio pubblico radiotelevisivo italiano e che, proprio da Caccuri, riconosce alle realtà territoriali un ruolo nella trasformazione del sistema dell'informazione.

Dal territorio all’Italia: la sfida

La riflessione si spinge così verso una prospettiva più ambiziosa. Sergio immagina una realtà nella quale le esperienze locali possano incontrarsi e mettere insieme competenze, contenuti e capacità produttive. «Perché non immaginare di creare Nord, Centro, Sud e voi in qualche modo lavorare per essere dei federatori?», propone. Una sfida che passa attraverso partnership e collaborazioni e che potrebbe consentire alle realtà territoriali di affacciarsi con maggiore forza sulla scena nazionale. Il concetto è semplice, ma tutt'altro che scontato: non perdere il proprio territorio per diventare nazionali, ma partire proprio da quel territorio per riuscire a esserlo.

La Rai nell’epoca delle piattaforme 

Nel corso dell'intervista Sergio ha affrontato anche la trasformazione del sistema televisivo. L'arrivo delle piattaforme, la crescita dei nuovi media e il cambiamento delle abitudini del pubblico hanno imposto alla Rai una profonda evoluzione. Il percorso intrapreso, ha spiegato, è quello della multipiattaforma: nuovi canali tematici, un'offerta radiofonica più ampia e soprattutto lo sviluppo di RaiPlay. Una trasformazione che, nella sua visione, non significa però archiviare la televisione generalista. «Non ci credevo allora, non ci credo nemmeno adesso», ha detto Sergio riferendosi alle previsioni sulla sua imminente scomparsa. Per il direttore generale, il servizio pubblico deve continuare a rappresentare un punto di riferimento soprattutto sul terreno dell'affidabilità. In un panorama dominato dalla velocità della rete e dalla circolazione delle fake news, la Rai deve garantire professionalità, rispetto delle regole, pluralismo e ricerca della verità.

San Marino RTV, il laboratorio

Un altro capitolo dell'intervista riguarda San Marino RTV, emittente della Repubblica di San Marino guidata dallo stesso Sergio. Una realtà che, per caratteristiche organizzative e dimensioni, offre secondo il direttore generale la possibilità di sperimentare più rapidamente. Una filiera corta che consente di passare con maggiore immediatezza dall'idea alla realizzazione del prodotto. Anche per questo, negli ultimi tempi, San Marino RTV ha coinvolto numerosi professionisti e volti noti del panorama televisivo e culturale italiano, costruendo un'offerta che Sergio considera dalle grandi potenzialità.

Il messaggio da Caccuri

Prima di congedarsi, Sergio affida alla Rai un augurio preciso: «Continuare ad essere il servizio pubblico degli italiani». L'intervista a Roberto Sergio è stata realizzata nell'ambito de “Le interviste del Premio Letterario Caccuri”, format in onda su LaC OnAir (canale 17) e disponibile on demand su LaC Play, con la regia di Andrea Laratta, in occasione della XV edizione del Premio Letterario Caccuri. Da un piccolo borgo calabrese, dunque, una riflessione che guarda lontano. Perché raccontare bene un territorio significa prima di tutto conoscerlo. Ed il passo successivo è riuscire a portare quella voce oltre i suoi confini.