Ieri è nato ufficialmente il sodalizio agroalimentare con Cassano e Mormanno, un progetto innovativo fondato sulle De.Co. per unire costa e montagna nel segno del turismo sostenibile
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Un entusiasmo straordinario, una partecipazione di pubblico oltre le aspettative e una Piazza Municipio gremita hanno sancito il successo della manifestazione svoltasi ieri a Civita, teatro del battesimo ufficiale del gemellaggio enogastronomico con i Comuni di Cassano allo Ionio e Mormanno. Quello siglato sul Pollino è un accordo che gli addetti ai lavori hanno definito unanimemente storico. Per la prima volta nel panorama istituzionale della Calabria, infatti, tre comunità caratterizzate da identità morfologiche, storiche e culturali così diverse riescono a fare rete, unendosi in una sinergia stabile per tutelare le proprie De.Co. (Denominazioni Comunali) e valorizzare i rispettivi marchi aziendali.
La serata, condotta con ritmo giornalistico da Franco Sangiovanni, firma di LaC News24, ha riscontrato numerosissime attestazioni di stima e apprezzamento. Ad aprire la prestigiosa serie di interventi sul palco, dettando le linee programmatiche e l'alto valore politico e sociale dell'iniziativa, sono stati l'Assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, S.E. Monsignor Francesco Savino (Vescovo della Diocesi di Cassano all'Ionio e Vicepresidente della CEI) e il presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli. Tre voci autorevoli che hanno immediatamente evidenziato l'unicità di un progetto capace di fare sistema a livello regionale. Il dibattito è entrato nel vivo degli aspetti operativi e delle tappe future della partnership grazie ai qualificati contributi dei relatori tecnici come l'ideatore del progetto Gaetano Arcidiacono (consigliere comunale di Civita), l'esperto di reti territoriali Mauro Bloise (consigliere comunale di Civita), Flavio De Barti (Assessore al Turismo di Mormanno) per lo sviluppo progettuale, Michele Filardi (consigliere comunale di Cassano All’Ionio) per il turismo esperienziale, l'esperto enogastronomo Francesco Nicoletti e l'agronomo Pietro Palazzo. Spazio anche ai sentiti saluti del vicesindaco di Civita Antonio Vavolizza, di Papàs Remus Mosneag (parroco di Civita) e alle considerazioni del noto personaggio televisivo Giorgio Mastrota. Nel corso della manifestazione si è vissuto il momento solenne e storico della firma del protocollo d'intesa, arricchito dall'attesa presentazione ufficiale del logo identitario, un simbolo grafico destinato a racchiudere l'essenza visiva e culturale dell'intero comprensorio. Per l'occasione, i tre primi cittadini hanno preso la parola unitamente per delineare la visione strategica del patto istituzionale.
Gianpaolo Iacobini, sindaco di Cassano allo Ionio, ha tracciato il solco storico e l'ambizione di riscatto dell'accordo: «Si sancisce una storia, si scrive una pagina storica per un pezzo di Calabria che nel concetto di stare insieme ritrova radici antiche, facendone le motivazioni per guardare con più fiducia al futuro. Per una volta non si chiede un intervento dall'alto, né si cercano elemosine. Si chiede la possibilità di poter costruire l'avvenire contando sulle proprie risorse naturali e sull'ingegno e il talento di una popolazione, mettendo tutto questo a servizio di un modello di sviluppo enogastronomico e di produzioni agroalimentari di qualità, in un territorio enormemente ricco di biodiversità e terra per elezione».
Alessandro Tocci, sindaco di Civita, ha spiegato la traiettoria geografica e lo spirito di inclusione alla base del progetto: «La nostra strategia è quella di aprire al mare e ai monti, tracciando una linea tra tre realtà per un percorso gastronomico orientato all'autenticità. Parliamo di Cassano e della Sibaritide, patria della cultura dalla storia millenaria con le sue Grotte di Sant'Angelo; saliamo a Mormanno con il suo Faro Votivo e la chiesa di Santa Maria Goretti; e arriviamo a Civita, custode della nostra cultura identitaria e minoritaria. È il progetto del "noi" e non dell'"io", un progetto del territorio che ci permette di crescere insieme e, soprattutto, di aprire alle altre comunità. Oggi poniamo il primo tassello di una storia che continuerà sicuramente».
Paolo Pappaterra, sindaco di Mormanno, ha approfondito le straordinarie potenzialità della rete territoriale: «Questo è un gemellaggio unico nel suo genere perché racconta una storia che possiamo quasi disegnare con una linea retta. Partiamo dalla Sibaritide, dove tutto è iniziato nella terra del vino, per passare dal cuore dell'Arberia che è Civita, fino ad arrivare nel cuore del Pollino, a Mormanno, nel Parco Nazionale, patrimonio UNESCO. Abbiamo unito il grande sviluppo fatto sui nostri prodotti agroalimentari, come il Fagiolo Poverello Bianco diventato Presidio Slow Food, il Bocconotto di Mormanno con la De.Co. e i salumi, su cui faremo la De.Co. nei prossimi giorni in vista di una grande iniziativa nazionale a ottobre. Mescolando la ciclovia di Mormanno, il mare di Sibari e Cassano, e la bellezza paesaggistica del borgo di Civita, creiamo una rete vera. Un'intesa che cammina attraverso le gambe delle donne e degli uomini che ogni giorno, con le loro attività e produzioni, non solo creano posti di lavoro, ma portano in alto il nome dei nostri comuni in giro per l'Italia e nel mondo, quale strumento di sviluppo sostenibile, economico e sociale».
A fare da splendida cornice all'evento è stata la presenza strategica di ben 21 espositori d'eccellenza della filiera agroalimentare e artigianale calabrese. I produttori hanno dato vita a un vero e proprio viaggio sensoriale capace di connettere le produzioni della costa con le tradizioni montane, il tutto accompagnato dalle performance musicali della cantautrice Cosetta Gigli, dal rigore filologico del Gruppo Folkloristico Miromagnum di Mormanno e dal fascino antico dei figuranti in abito tradizionale arbëreshë. Dal Pollino allo Ionio, la Calabria traccia così un nuovo e innovativo modello di sviluppo territoriale integrato.

