La presidente nazionale di AIRA racconta la sfida contro l’isolamento sociale della terza età: «Gli anziani non sono un problema da gestire, ma una risorsa per la comunità»
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Ci sono battaglie che non fanno rumore. Non occupano le prime pagine dei giornali e raramente trovano spazio nel dibattito pubblico. Eppure riguardano milioni di persone. È la battaglia contro la solitudine degli anziani, una sfida che Maria Brunella Stancato, presidente nazionale di Anziani Italia Rete Associativa (AIRA), ha scelto di affrontare ogni giorno con determinazione e passione.
Calabrese, da anni impegnata nel mondo dell'associazionismo e delle politiche sociali dedicate alla terza età, Stancato guida una realtà nata con l'obiettivo di rappresentare gli anziani italiani, valorizzarne il ruolo sociale e favorire la partecipazione attiva alla vita delle comunità. L'associazione, costituita nel 2022 e rapidamente diffusasi in numerose regioni italiane, riunisce decine di associazioni territoriali e centri di aggregazione, diventando un punto di riferimento per migliaia di persone anziane.
Durante l'intervista emerge subito un concetto che la presidente ripete più volte: l'anziano non deve essere considerato un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare.
«Abbiamo il dovere di cambiare prospettiva», spiega. «Troppo spesso si guarda all'invecchiamento soltanto dal punto di vista sanitario. Certamente la salute è importante, ma esiste anche una dimensione sociale che non può essere ignorata. Una persona anziana che si sente utile, che mantiene relazioni e partecipa alla vita della comunità vive meglio e più a lungo».
La riflessione nasce da una realtà che i numeri confermano: milioni di anziani vivono soli e molti rischiano l'isolamento sociale. Per questo AIRA ha scelto di investire sulla rete dei centri di aggregazione e sulle attività che favoriscono l'incontro tra le persone. Secondo Stancato, la socializzazione rappresenta una vera forma di prevenzione.
«La migliore cura non è soltanto la medicina», afferma. «È anche stare insieme, confrontarsi, sentirsi parte di una comunità. Quando una persona perde le relazioni, perde spesso anche la fiducia nel futuro».
Uno dei temi più sentiti dalla presidente riguarda il dialogo tra generazioni. A suo avviso, il rapporto tra giovani e anziani non può essere lasciato al caso, ma deve essere costruito attraverso progetti concreti e occasioni di incontro.
«I nonni custodiscono una memoria preziosa», osserva. «Possono trasmettere valori, esperienze e competenze che rischiano di andare perdute. Allo stesso tempo hanno bisogno dell'energia e dello sguardo innovativo dei giovani. Lo scambio deve essere reciproco».
Negli ultimi anni Stancato ha attraversato numerose regioni italiane incontrando associazioni, amministratori locali e cittadini. Da questi confronti emerge una richiesta comune: il riconoscimento del ruolo svolto dai centri di aggregazione per anziani, spesso sostenuti esclusivamente dal volontariato e privi di adeguati strumenti normativi. La presidente si è fatta promotrice di iniziative finalizzate a ottenere maggiore attenzione istituzionale e politiche dedicate alla socializzazione della popolazione anziana.
La sua visione è chiara: costruire una società in cui l'età avanzata non coincida con l'emarginazione.
«L'invecchiamento della popolazione è una delle grandi sfide del nostro tempo», sottolinea. «Ma può diventare anche una straordinaria opportunità se saremo capaci di mettere al centro la persona e non soltanto i suoi bisogni assistenziali».
Nelle sue parole non c'è soltanto il linguaggio della rappresentanza associativa, ma anche la convinzione che il benessere collettivo passi dalla capacità di prendersi cura dei più fragili senza relegarli ai margini.
Ed è forse proprio questa la missione che anima il lavoro di Maria Brunella Stancato: restituire voce agli anziani, trasformando la loro esperienza in un patrimonio condiviso e ricordando a tutti che una comunità si misura dalla cura che dedica alle persone che hanno costruito il suo passato e continuano, ancora oggi, a sostenerne il presente.

