«È la prima volta che sto seduta dopo sei mesi e mezzo». Maria Francesca Barbieri racconta un piccolo ma significativo traguardo raggiunto nel suo percorso di recupero al San Vito Hospital a San Vito sullo Ionio.

A due settimane dal ricovero nella struttura riabilitativa, la sessantenne di Pizzo è riuscita a sedersi su una sedia e a rimanervi per quasi un'ora. Un risultato che, fino a poco tempo fa, sembrava irraggiungibile.

Ad assistere alla scena, questa mattina, c'erano il marito Francesco Lico e il personale sanitario che la segue quotidianamente.

«Dopo sei mesi e mezzo è la prima volta che la vedo seduta», racconta emozionato il marito. «È rimasta sulla sedia per quasi un'ora».

La 60enne di Pizzo Maria Francesca Barbieri, arrivata a pesare 200 chili e da mesi immobilizzata a letto, da ieri è ricoverata al San Vito Hospital: la struttura riabilitativa catanzarese dopo l’appello del figlio rilanciato dal nostro Network, le ha offerto cure gratuite. Ecco il commovente arrivo nella clinica.

Per Maria Francesca si tratta di una tappa importante di un percorso iniziato dopo mesi particolarmente difficili. Arrivata a pesare circa 200 chili, era ormai costretta a letto e non riusciva più ad alzarsi. In precedenza era stata ricoverata in una struttura di Napoli, dove avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento di riduzione dello stomaco. Alcune complicanze avevano però impedito l'operazione e la donna era stata costretta a rientrare in Calabria.

Con il passare del tempo le sue condizioni si erano aggravate. Le gambe, sempre più deboli, non riuscivano più a sostenere il peso del corpo. Alle difficoltà motorie si erano aggiunte le piaghe da decubito e la necessità di ricorrere all'ossigenoterapia.

Il figlio Simonpietro e il marito Francesco hanno atteso a lungo che si liberasse un posto in una struttura adeguata. Dopo giorni di richieste e attese, la loro protesta davanti alla sede dell'Asp di Vibo Valentia aveva acceso i riflettori sulla vicenda.

A raccogliere quell'appello è stato il titolare del San Vito Hospital, nel Catanzarese, che ha deciso di accogliere gratuitamente la donna nella struttura.

Da due settimane Maria Francesca è ricoverata nel centro riabilitativo e sta rispondendo positivamente alle cure.

«Qui mi sento coccolata», racconta. «Ce la sto mettendo tutta. È difficile, ma con l'aiuto di Dio e delle persone che mi sono vicine sto andando avanti. Mi trattano bene, tutti mi aiutano. Ho visto persone che stavano peggio di me e che, grazie alle cure, sono riuscite a migliorare».

La seduta di questa mattina non è stata semplice.

«Mi hanno un po' forzata – ammette – perché non me la sentivo. Le piaghe sul fondo schiena e sulle natiche sono molto dolorose».

Le giornate trascorrono tra le terapie e l'attesa della visita del marito.

«Percorro 45 chilometri all'andata e 45 al ritorno», racconta Francesco Lico. Dopo un incidente stradale avuto insieme al figlio Simonpietro, la moto è rimasta l'unico mezzo di trasporto a disposizione della famiglia.

Anche l'alimentazione sta contribuendo al recupero.

«Mi fanno mangiare anche il gelato a merenda, il tè con i biscotti», dice sorridendo Maria Francesca, che nel frattempo sta perdendo peso. «Ancora non sono riuscita a pesarmi perché devo prima rimettermi in piedi, ma tutti mi dicono che sto meglio».

I segnali di miglioramento sono evidenti anche nel volto, oggi più disteso e con un colorito diverso rispetto a quello delle settimane scorse.

«Sono curata e coccolata qui», ripete. «A casa avevo la mia famiglia, qui ne ho trovata un'altra».

Un pensiero va anche a chi le è stato vicino nei momenti più difficili.

«Perfino gli operatori dell'ambulanza privata A.V.A.S. di Lamezia Terme che mi hanno trasportata mi scrivono spesso. Mi chiamano zia e mi chiedono come sto. Ringrazio tutti per l'affetto che mi dimostrano ogni giorno. Per chi crede, anche una semplice preghiera o una candela accesa per me è un regalo prezioso. Questo affetto mi dà la forza di continuare a lottare».

L'obiettivo resta quello di tornare a camminare con le proprie gambe. «Cristina, quando esco da qui ce ne andiamo insieme al mare. A Pizzo, nella mia Pizzo».