Comprare casa in Calabria continua a costare decisamente meno rispetto al resto d'Italia, ma il mercato immobiliare regionale mostra segnali di ulteriore rallentamento. A ottobre i prezzi delle abitazioni registrano una flessione del 3% rispetto al mese precedente, una delle più significative a livello nazionale. Il valore medio si attesta a 871 euro al metro quadrato, contro una media italiana di 2.012 euro.

È la fotografia contenuta nell'ultimo report di Idealista, portale immobiliare N.1 in Italia, che evidenzia un mercato caratterizzato da una generale contrazione delle quotazioni. La Calabria si colloca tra le regioni che hanno subito i ribassi più consistenti, preceduta soltanto dalla Basilicata, che registra un -6,9%, e dalla Sardegna, con un -3,4%. La flessione calabrese è condivisa con le Marche.

Un dato che conferma la distanza tra il mercato immobiliare del Mezzogiorno e quello delle aree economicamente più dinamiche del Paese.


Calabria tra le regioni più economiche d'Italia

Con una quotazione media di 871 euro al metro quadrato, la Calabria è la seconda regione meno cara d'Italia per acquistare un'abitazione. Soltanto il Molise, con 875 euro al metro quadrato, presenta valori sostanzialmente analoghi, ma leggermente superiori.

Il divario con le regioni più costose è impressionante. Il Trentino-Alto Adige guida la classifica con 3.503 euro al metro quadrato, seguito dalla Liguria con 2.640 euro e dalla Valle d'Aosta con 2.632 euro.

In termini concreti, acquistare un'abitazione di 100 metri quadrati in Calabria richiede mediamente circa 87.100 euro, mentre in Trentino-Alto Adige ne servono 350.300. Una differenza di oltre 263mila euro.

Naturalmente, si tratta di valori medi regionali, che non descrivono le differenze tra città, località turistiche, centri costieri e piccoli comuni dell'entroterra.


Il mercato immobiliare perde terreno

La flessione calabrese si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato da un rallentamento diffuso. A ottobre i prezzi delle abitazioni in Italia sono diminuiti dello 0,9% rispetto al mese precedente, portando la quotazione media a 2.012 euro al metro quadrato.

La contrazione mensile coincide con quella trimestrale, mentre il confronto annuale conserva ancora un segno positivo: +1,5%.

Il quadro regionale appare dunque più debole rispetto alla media italiana. Il -3% della Calabria è oltre tre volte superiore alla flessione nazionale registrata nel mese.

A livello territoriale, sono 18 le regioni che segnano una diminuzione delle quotazioni. L'unica eccezione è il Trentino-Alto Adige, che cresce dello 0,1% e raggiunge il proprio massimo storico.


Il peso delle province: Enna e Potenza tra i ribassi più forti

Anche osservando i dati provinciali emerge una situazione di debolezza in diverse aree del Mezzogiorno. La provincia di Potenza registra la flessione più marcata d'Italia, con un -8,8%. Seguono Fermo ed Enna, entrambe a -6,4%, e Matera con -5,7%.

Le province calabresi non vengono dettagliate singolarmente nel riepilogo dei dati regionali diffuso da idealista, ma il dato complessivo restituisce una tendenza che merita attenzione, soprattutto in un territorio dove il mercato immobiliare risente anche delle dinamiche demografiche, dello spopolamento dei centri interni e della difficoltà di attrarre nuovi residenti.


Case a prezzi accessibili, ma resta il problema della domanda

Il basso costo degli immobili rappresenta potenzialmente un'opportunità per chi desidera acquistare una prima casa, trasferirsi in Calabria o investire nel patrimonio abitativo regionale.

Ma quotazioni contenute non significano automaticamente un mercato dinamico. Il valore delle abitazioni dipende anche dalla domanda, dalle prospettive occupazionali, dalla qualità dei servizi, dalle infrastrutture e dalla capacità di un territorio di attrarre famiglie e investitori.

È qui che emerge il paradosso calabrese: una regione nella quale comprare casa costa meno della metà rispetto alla media nazionale, ma che deve fare i conti con lo spopolamento, la riduzione della popolazione e la progressiva perdita di attrattività di numerosi centri.

Il rischio è che il patrimonio immobiliare, soprattutto nei borghi e nelle aree interne, continui a perdere valore non tanto per una maggiore accessibilità delle abitazioni, quanto per l'indebolimento della domanda.

La fotografia di ottobre consegna quindi un mercato a due velocità: da una parte le grandi città e i territori più attrattivi, dove le quotazioni restano elevate o raggiungono nuovi record; dall'altra la Calabria, dove i prezzi sono tra i più bassi del Paese e continuano a scendere.