«Con i piedi per terra». È così che si definisce il sindaco Fabrizio Fabiano, dopo che il territorio di Zumpano è stato schiaffeggiato da (due) eccezionali ondate di maltempo: «Gli eventi climatici delle ultime settimane ci hanno davvero riportato con i piedi per terra». Le date incriminate sono 12 e 13 febbraio, 16 e 17 marzo.

Adesso che la procedura per i ristori dal ciclone Harry - destinati a Comuni, aziende e privati - ha raggiunto (in tempi rapidi) la fase dell’istruttoria, la speranza del sindaco Fabiano è che la Protezione Civile possa presto attivare la nuova piattaforma per la rendicontazione dei danni verificatisi a metà febbraio: «Abbiamo effettuato lavori di somma urgenza per un importo intorno ai 120mila euro, che con ogni probabilità dovremo contabilizzare come debiti fuori bilancio».

Il crollo di un tratto della SP 234 la ferita più evidente. Il sindaco di Zumpano chiarisce: «Il fiume Crati, ingrossato dalle intense precipitazioni, ha eroso gli argini e scavato il manto stradale».

La chiusura della SP 234 ha letteralmente tagliato in due la zona nord e quella sud dell’hinterland cosentino, creando inevitabili disagi a quanti erano abituati a percorrerla quotidianamente.

Il sindaco Fabiano ammette: «Come amministrazione comunale abbiamo fatto sentire il fiato sul collo alla Provincia e, in appena diciotto giorni, la strada è stata riaperta al traffico».

Nel frattempo, il Comune di Zumpano faceva i salti mortali per assicurare i lavori di somma urgenza (di cui parlavamo prima) disseminati tra le località Padula, Mennavence, Motta, Cannuzze, e Malavicina. Davvero troppo per le finanze di un piccolo Comune, costretto a guardare ai fondi statali come fossero una manna dal cielo.

«Il Governo centrale - sospira con sollievo il sindaco Fabiano -ha stanziato un milione di euro per il Comune di Zumpano. Il progetto presentato prevede interventi di messa in sicurezza del famigerato costone di località San Michele. Siamo in attesa che venga emanato l’apposito decreto; speriamo che le risorse arrivino presto».

In verità, c’è un’altra situazione di stallo, ed è quella delle centinaia (forse migliaia, chissà!) di tonnellate di materiale legnoso che continuano ad intasare l’alveo del Crati: «Sono alberi e arbusti abbattuti dalla piena del fiume, e non ancora smaltiti», chiarisce il sindaco di Zumpano. Facile intuire cosa potrebbe accadere se dovesse verificarsi una nuova ondata: «Stavolta sì, che il Crati esonderebbe», riflette sconsolato il primo cittadino.

E dire che la situazione sarebbe ancora più grave se i Comuni di Zumpano, Cosenza, Castrolibero e Rende non avessero sottoscritto (febbraio 2025) il protocollo d’intesa che, la scorsa estate, ha consentito la pulizia di fiumi e torrenti da parte della società regionale Calabria Verde.

È da questa sinergia che occorre ripartire. Fabrizio Fabiano non ha dubbi: «Ho proposto ai sindaci dei Comuni interessati di prorogare il protocollo d’intesa con Calabria Verde. Come amministrazione comunale, offriamo carburante e ristoro per i mezzi utilizzati, oltre non siamo in grado di andare».

Se la firma non dovesse arrivare, il sindaco di Zumpano ha in mente un’alternativa: «Potrei sempre rivolgermi a una ditta privata che opera nel settore dei combustibili. Il Comune rilascerebbe le autorizzazioni necessarie, e tutto quel materiale legnoso, una volta tagliato, potrebbe essere trasformato in pellet e biomasse». Un celebre proverbio recita: “Fare di necessità virtù”, e il primo cittadino Fabrizio Fabiano dimostra di conoscerlo bene.