I risultati del voto del 22 e 23 marzo aprono il cuore alla speranza: c’è un popolo che si è messo in cammino. Questo può essere l’avvio di un ritorno alla politica e alla difesa dello Stato di diritto
Nel talk di Antonella Grippo un’analisi lucida tra riforme, consenso e limiti del sistema giudiziario. Il magistrato analizza il ruolo della giustizia nel dibattito sulle riforme e invita a una lettura non ideologica della Carta
Il voto ferma la deriva del governo e impone le dimissioni dei fedelissimi della premier Giorgia Meloni. Ora le opposizioni devono unirsi attorno a valori comuni, dalla sanità al lavoro, per ricostruire il Paese
Il talk condotto da Antonella Grippo torna per analizzare l’esito della consultazione e le possibili conseguenze politiche per maggioranza e opposizione. Appuntamento alle 22 su LaC Tv
La parola d’ordine, oggi, per il pm della Dda di Catanzaro è «Servizio con la S maiuscola». E sulle correnti: «Non vanno demonizzate, anche Falcone e Borsellino ne facevano parte. Il problema è il carrierismo»
L’analisi del voto mostra un Meridione molto più propenso a compattarsi contro il governo anche in regioni con la nostra, conquistata dalla coalizione solo qualche mese fa. Il consenso “mobile” ridisegna la geografia politica e trasforma le prossime elezioni in un’incognita
La sconfitta complica il piano di conquista del partito nazionale visto che i voti sono mancati nelle nostra regioni e in Sicilia. Dalla Cittadella nessun commento al voto: presidente e assessori, timidi in campagna elettorale, si occupano di incarichi e strapuntini per la giunta
Il procuratore di Crotone rievoca i momenti della campagna referendaria su una riforma che «non avrebbe inciso in alcun modo sui mali della giustizia». L’invito a mantenere «uno stile di vita sobrio e imparziale» e la valutazione sulle correnti: «C’è molta disinformazione, sono state messe in atto molte riforme»
Dopo la vittoria del No la premier ha iniziato a ragionare sui “sacrificabili”, da Nordio a Santanché. E spunta l’ipotesi del voto a giugno per impedire al centrosinistra di organizzarsi. Circostanza che però, in un contesto di forti tensioni internazionali, non piacerebbe al Quirinale
Il voto è un giudizio sull’esecutivo e riporta alle urne giovani ed elettori: la premier deve affrontare le contraddizioni interne, ma il centrosinistra non può illudersi di capitalizzare automaticamente il No
Il giorno dopo la schiacciante vittoria del No al referendum il procuratore di Napoli si racconta a LaC News24. Gli attacchi subiti durante la campagna referendaria. I problemi «concreti» da affrontare. E sulle associazioni dei magistrati: «Non vanno demonizzate ma va rafforzata la trasparenza»
L’affluenza sfiora il 60% mobilitando anche gli elettori non abituali. Così il voto trasversale dei cittadini dimostra che la Provvidenza laica colpisce sempre chi esagera.
Chi siede nei consigli d’amministrazione con la dote della “Santa” in tasca non cercava efficienza, cercava il piccone contro l'autonomia. Voleva una magistratura distratta da tribunali disciplinari e carriere separate, affinché guardasse meno dentro le ville con piscina degli intoccabili
Il risultato del referendum fornisce un chiaro segnale: la Premier è un gigante, ma circondata da un governo e da parlamentari di centro-destra inadeguati, che sembrano considerare il governo come un litigio da bar
Le urne restituiscono un governatore indebolito (anche) dopo la dura polemica contro Gratteri che gli ha risposto sul piano politico. Nella sua Cosenza il No stravince (63%) mentre nella coalizione gli scricchiolii sono evidenti, soprattutto dalle parti di Fratelli d'Italia
Per giornali e agenzie internazionali il voto sulla riforma Nordia indebolisce la premier. Timori dalla Germania per la «nuova incertezza italiana», dai paesi arabi la preoccupazione che un’Italia instabile perda la sua funzione di ponte tra Europa e Nord Africa
Dopo il voto esplode il confronto politico: la segretaria del Pd parla di alternativa già pronta nel Paese, il leader M5s rilancia, Renzi prevede che la premier non si dimetterà. Il ministero della Giustizia si difende e tira dritto: «Non è una sconfitta personale»
Dal Csm “para mafioso” al fair play: il doppio volto del ministro in una campagna iniziata all’attacco e finita in difesa. Il voto è una battuta d’arresto tra critiche, scivoloni comunicativi e cambi di strategia
Carrellata delle frasi più significative delle ultime settimane di dura campagna referendaria: così Schlein, Conte, Fratoianni, Gratteri, Di Matteo e gli altri sono riusciti a convincere gli italiani
Il dibattito politico si è concentrato sulla separazione delle carriere dei magistrati, trascurando la lotta alla criminalità . Le riforme approvate hanno indebolito gli strumenti della giustizia, lasciando il Paese più vulnerabile
Il risultato del referendum ribadisce l’autonomia della magistratura e la tutela della Costituzione. Ora spetta al Parlamento promuovere riforme efficaci e condivise per migliorare davvero la giustizia
Chi di solito si astiene e i moderati del centrodestra hanno spinto il voto contro le modifiche alla Costituzione. Le campagne sui social e la protesta contro il Governo hanno fatto la differenza, ma per gli analisti non ci sono scossoni nel consenso del centrodestra
Dal Sì di Reggio Calabria al trionfo del No a Catanzaro e Cosenza, fino ai dati netti di Crotone e Vibo Valentia: il voto disegna una regione meno allineata al centrodestra di governo, trasformando la consultazione in uno stress test politico territoriale
Dai dati in controtendenza della provincia di Reggio Calabria emergono i voti favorevoli alla riforma Nordio in alcuni comuni dell’Aspromonte. Ecco quali sono
Dopo la vittoria del No, ecco le voci di chi si è speso durante la campagna referendaria. Il procuratore Guarascio: «I cittadini hanno compreso che i problemi della giustizia sono altri». Il professore Lollo: «Difesa la democrazia fondata sull’equilibrio dei poteri»