Alla Camera il ministro per i Rapporti con il Parlamento difende la valutazione del progetto. Il deputato di Avs contesta l’assenza di un’analisi autonoma delle alternative e annuncia la trasmissione degli atti alle autorità competenti
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Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del confronto politico alla Camera, con il Governo che difende la valutazione ambientale effettuata e le opposizioni che contestano l’analisi delle soluzioni alternative. Nel corso del question time di mercoledì 28 ottobre, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, intervenuto in risposta a un’interrogazione rivolta al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, ha sostenuto che «la soluzione del ponte sospeso a campata unica è quella che minimizza le interferenze ambientali». Di diverso avviso il deputato di Avs Angelo Bonelli, che ha annunciato l’intenzione di segnalare alle autorità competenti quella che considera una mancata valutazione autonoma delle alternative progettuali.
Ciriani: «Valutazione ambientale non limitata al progetto del proponente»
Nel suo intervento, Ciriani ha chiarito che l’attività del ministero dell’Ambiente non si sarebbe limitata a recepire la documentazione presentata dal soggetto proponente, né avrebbe riguardato esclusivamente la configurazione progettuale sottoposta ad approvazione.
La valutazione delle alternative, ha spiegato, si inserisce in un percorso avviato da decenni. La Commissione tecnica Via-Vas si era già espressa sul progetto preliminare il 20 giugno 2003, mentre nel 2011 la procedura era stata rinnovata sul progetto definitivo, insieme alla verifica di ottemperanza alle condizioni stabilite dalla delibera Cipe del primo agosto 2003.
L’analisi delle alternative sarebbe stata aggiornata anche nelle procedure più recenti, compreso il procedimento di valutazione di impatto ambientale conclusosi con il parere n. 19 del 2024. Successivamente, la Commissione avrebbe esaminato ulteriormente le possibili soluzioni, inclusa l’alternativa zero, attraverso i formulari presentati dal proponente nell’ambito della procedura prevista dalla direttiva Habitat.
Secondo il ministro, il confronto avrebbe riguardato sia gli aspetti progettuali sia quelli ambientali, con particolare attenzione ai siti della rete Natura 2000 e all’ambiente complessivamente interessato dall’opera.
Le soluzioni alternative al ponte a campata unica presenterebbero, secondo la Commissione, caratteristiche tecniche e tecnologiche tali da renderle non perseguibili o, qualora realizzabili, più impattanti dal punto di vista ambientale e soggette a rischi significativi. La configurazione a campata unica sarebbe invece risultata preferibile sotto il profilo delle interferenze ambientali.
Ciriani ha aggiunto che la questione è stata affrontata anche nel confronto con la Commissione europea. La valutazione delle alternative, ha precisato, costituisce un passaggio preliminare rispetto alla verifica delle ragioni imperative di rilevante interesse pubblico e alla definizione delle misure compensative previste dalla direttiva Habitat.
Bonelli: «Nessuna verifica autonoma sulle alternative»
La ricostruzione del Governo è stata contestata da Angelo Bonelli, che nel corso della replica ha accusato l’esecutivo di non aver svolto una valutazione autonoma delle alternative progettuali.
«Per quale ragione non avete valutato i progetti alternativi in maniera autonoma, facendovi dire dal soggetto proponente di chi lo dovrà fare e cosa si deve fare?», ha chiesto il deputato di Avs, definendo la situazione un «conflitto di interessi inaccettabile» realizzato con risorse pubbliche.
Bonelli ha sostenuto che la valutazione di impatto ambientale si sarebbe limitata a prendere atto della documentazione e dei progetti trasmessi dalla società proponente alla Commissione Via-Vas, senza verificare autonomamente le alternative.
«Il suo atto lo acquisirò perché lo trasmetterò alle autorità competenti», ha dichiarato rivolgendosi a Ciriani, contestando che la ricostruzione del ministro non corrisponderebbe a quanto risulta dagli atti.
Il nodo dei costi e delle alternative a più campate
Nel suo intervento, Bonelli ha richiamato anche le alternative progettuali trasmesse dal Governo al Parlamento nell’aprile 2021, sostenendo che indicassero una maggiore compatibilità ambientale e costi economici inferiori per il ponte a più campate.
Il deputato ha inoltre contestato il costo dell’opera, indicato in 14,5 miliardi di euro, e la scelta di procedere senza una gara europea. Secondo Bonelli, le risorse destinate al Ponte potrebbero essere impiegate per altri interventi, dalla sanità alla scuola, fino al potenziamento dei trasporti e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.
Il confronto resta dunque concentrato su due questioni distinte: da una parte, la valutazione del Governo, secondo cui il progetto a campata unica risulta ambientalmente preferibile rispetto alle alternative esaminate; dall’altra, la contestazione di Avs, che chiede una verifica autonoma delle diverse soluzioni e annuncia iniziative presso le autorità competenti.

