Vittoriana Abate, Cataldo Calabretta, Claudia Eccher, Laura Sgrò e Ilenia Petracalvina hanno discusso di crime, presunzione d’innocenza, verità processuale e ruolo dell’informazione davanti a un pubblico numeroso
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Grande partecipazione al Premio Caccuri per la serata dedicata al Crime. Diritto, giornalismo e letteratura a confronto con Vittoriana Abate, Cataldo Calabretta, Claudia Eccher, Laura Sgrò e Ilenia Petracalvina.
Un confronto di alto profilo culturale ha caratterizzato la serata “Raccontare il Crime: letteratura, etica e responsabilità dell’informazione”, ospitata nell’ambito della XV edizione del Premio Letterario Caccuri.
L’incontro, condotto dalla giornalista, conduttrice Rai e scrittrice Vittoriana Abate e dall’avvocato e docente universitario di Diritto dell’Informazione Cataldo Calabretta, ha proposto una riflessione sul delicato equilibrio tra diritto di cronaca, giustizia, tutela delle persone coinvolte e responsabilità dell’informazione. Entrambi sono riconosciuti tra i più autorevoli esperti italiani di cronaca nera e giudiziaria e rappresentano volti noti delle principali trasmissioni di approfondimento della Rai, dove da anni analizzano i più importanti casi di cronaca che hanno segnato il Paese, coniugando competenza giuridica, rigore giornalistico e capacità divulgativa.
La serata ha confermato come il crime, oggi tra i generi più seguiti dal pubblico, possa rappresentare anche un’importante occasione di approfondimento culturale e giuridico, quando affrontato con equilibrio, competenza e rispetto dei principi dello Stato di diritto. Autorevoli i contributi delle ospiti.
L’avvocato Claudia Eccher, componente laica del Consiglio Superiore della Magistratura, ha approfondito il rapporto tra giurisdizione e informazione, richiamando l’attenzione sull’importanza delle garanzie costituzionali, della presunzione di innocenza e della corretta rappresentazione dei procedimenti giudiziari.
L’avvocato Laura Sgrò, penalista e legale della famiglia Orlandi, ha ripercorso la propria esperienza professionale in alcuni dei casi più complessi della cronaca italiana, soffermandosi sul difficile rapporto tra ricerca della verità processuale, aspettative dell’opinione pubblica e pressione mediatica.
La giornalista Rai e scrittrice Ilenia Petracalvina ha invece evidenziato il ruolo del giornalismo di servizio nel racconto della cronaca nera, sottolineando come il rigore nella verifica delle fonti, la sensibilità verso le vittime e il rispetto dei tempi della giustizia rappresentino presupposti indispensabili per un’informazione credibile.
«La straordinaria partecipazione del pubblico – ha dichiarato Cataldo Calabretta – conferma che esiste una forte esigenza di approfondire il fenomeno crime andando oltre il racconto del fatto di cronaca. Il nostro obiettivo era promuovere un confronto serio tra giuristi, giornalisti e protagonisti della vita istituzionale, dimostrando come il diritto, l’etica e la cultura possano offrire strumenti di comprensione più efficaci del semplice sensazionalismo. Il Premio Caccuri continua così a essere un laboratorio di idee e un punto di riferimento nel panorama culturale nazionale».
Soddisfatta anche Vittoriana Abate: «Abbiamo vissuto una serata intensa, nella quale il pubblico ha seguito con grande attenzione un dibattito ricco di contenuti e di spunti di riflessione. Raccontare il crime significa assumersi una responsabilità verso le vittime, verso chi è coinvolto nelle indagini e verso i cittadini che hanno diritto a un’informazione corretta, equilibrata e rispettosa della verità. Il dialogo tra esperienze professionali diverse ha rappresentato il valore aggiunto di questo incontro.»
Con questo appuntamento il Premio Letterario Caccuri, organizzato dall’Accademia dei Caccuriani, presieduta da Adolfo Barone, con Olimpio Talarico nel ruolo di vicepresidente, conferma ancora una volta la propria caratura nazionale, proponendo non solo incontri con i grandi protagonisti della letteratura italiana, ma anche momenti di approfondimento sui temi che attraversano la società contemporanea. Una formula che, anno dopo anno, ha reso il Premio un autorevole luogo di confronto tra cultura, giustizia, istituzioni, giornalismo e mondo delle professioni.
La serata dedicata al crime ha rappresentato uno dei momenti più qualificanti dell’edizione 2026 del Premio, dimostrando come la cultura possa essere anche uno strumento di educazione civica e di riflessione sui grandi temi dell’attualità, attraverso il contributo di professionisti che, ogni giorno, sono chiamati a raccontare, interpretare e comprendere la complessità della realtà.


