Un sasso che precipita dall’alto e finisce in acqua, a pochi metri da alcuni ragazzi che si trovano proprio a pochi metri dell’Arcomagno, il suggestivo sito naturale di San Nicola Arcella. Pochi secondi di immagini che, nelle ultime ore, hanno fatto il giro di TikTok, incassando oltre 1,5 milioni di visualizzazioni e scatenando centinaia di commenti.

Il video, postato da un utente, è accompagnato da una scritta che non lascia molto spazio all’interpretazione: «Vai all’Arcomagno in Calabria e rischi di morire». 

Ma cosa è realmente accaduto? È davvero rischioso fare il bagno all’Arcomagno? Le precauzioni fin qui adottate per preservare il sito e l’incolumità dei visitatori sono davvero insufficienti o si è trattato di un singolo episodio scaturito da fattori esterni?

Il video è reale

Per rispondere a queste domande è necessario prima di tutto specificare che il video è reale e non frutto dell’intelligenza artificiale. Lo si evince da un secondo video postato dall’utente, che questa volta riprende la scena integralmente. Nei secondi successivi alla caduta del masso, si sentono distintamente le voci preoccupate dei turisti. 

Ma il masso non è caduto dall’Arcomagno

Tuttavia, osservando le immagini, si intuisce che il masso non si sarebbe staccato direttamente dall’Arcomagno, cioè dall’arco roccioso da cui il geosito prende il nome, ma dal sentiero laterale, quello percorso dai turisti per raggiungere la spiaggetta di Marinella. Lo specifica lo stesso autore del video, il quale, con una foto abbastanza esplicita, mostra la direzione esatta del masso.

È una distinzione tutt’altro che secondaria, perché a questo punto le ipotesi sono due: la prima è che la pietra sia stata accidentalmente spostata da qualcuno che percorreva il sentiero, magari con un passo o un calcio involontario; la seconda è che sia stata lanciata deliberatamente verso il basso.

Tra l’altro, il pericolo di caduta massi è debitamente indicato con appositi cartelli esposti proprio lungo il sentiero. 

L’Arcomagno è davvero pericoloso?

Che l’Arcomagno sia un ambiente naturale che presenta elementi di rischio non è una novità. Ed è proprio per questo che, negli ultimi anni, il Comune di San Nicola Arcella ha modificato radicalmente il sistema di fruizione del sito.

Nel 2022, dopo anni di chiusure e accessi non regolamentati, l’amministrazione guidata dal sindaco Eugenio Madeo ha disposto la riapertura attraverso visite controllate e con personale addetto alla vigilanza. L’accesso alla spiaggetta è stato sottoposto a regole precise, compresa la limitazione dei tempi di permanenza.

Successivamente la gestione degli accessi è stata affidata alla locale Pro Loco, con un sistema di ingressi contingentati, pagamento di un ticket e controllo dei flussi. Oggi la permanenza nella piccola spiaggia è limitata e il percorso viene seguito dagli operatori incaricati. Inoltre, è vietato sostare sotto l’arco roccioso e alle pareti laterali e l’ingresso al sito è vietato anche via mare.

Fino ad oggi la scelta è risultata vincente. Non risultano incidenti avvenuti nella zona dell’Arcomagno né che dei massi abbiano colpito i turisti intenti a farsi il bagno. 

E a proposito del video diventato virale, va precisato che al momento non esiste alcuna denuncia ufficiale pervenuta alle autorità, che comunque si sono già attivate per controllare il sito e verificare che il video non sia stato in qualche modo manomesso o costruito ad arte.

Le reti e i 400mila euro per la messa in sicurezza

Proprio per garantire la massima sicurezza, nei mesi scorsi sono stati effettuati nuovi interventi di mitigazione del rischio. Il sindaco Eugenio Madeo, in un'intervista rilasciata alla nostra testata lo scorso maggio, aveva ricordato come la Regione Calabria avesse finanziato un intervento da 400mila euro, eseguito in tempi rapidi, con l'installazione di reti di protezione sulle pareti rocciose considerate maggiormente esposte ai distacchi.

Insomma, nessuno ha mai sostenuto che all'Arcomagno esista il rischio zero. Lo stesso Madeo, nella nostra intervista, lo aveva detto: l'obiettivo dell'amministrazione è ridurre i pericoli al minimo possibile, senza rinunciare alla fruizione di uno dei luoghi simbolo della Calabria.

E quel sasso in acqua?

Il video postato dal giovane turista dimostra comunque che un sasso è finito in acqua, sfiorando le teste dei presenti. Ma se il masso è effettivamente arrivato dal sentiero laterale, la domanda è: come è arrivato fin lì? È forse il caso di incrementare le reti di sicurezza lungo il sentiero?

Intanto, sui social, la macchina della paura è già partita. Qualcuno scrive che non andrà più all'Arcomagno perché «è pericoloso». Altri chiedono spiegazioni, altri ancora puntano il dito contro il Comune o contro la gestione del sito.

Ma a tranquillizzare tutti è proprio la risposta dell’autore del video a un utente preoccupato: «Vai tranquillo, se stai sulla spiaggia a riva, o verso il centro, non accade nulla».

L’Arcomagno non è un parco giochi

Al netto di ciò, vale la pena ricordare che l'Arcomagno è un luogo naturale, di straordinaria bellezza, ma estremamente delicato. Non è un parco divertimenti e non può essere considerato un ambiente privo di rischi. L’episodio dovrà certamente a servire come monito a incrementare la sicurezza del luogo e a non abbassare mai la guardia ma, con qualche accortezza, rispettando divieti e regole, senza mai sostare sotto l’arco o nei pressi delle pareti rocciose laterali, fare il bagno in quel sito non costituisce di per sé un pericolo.