L'odore acre di rifiuti bruciati e bracieri di fortuna. Quel riflesso opaco del cielo nelle pozzanghere, quei panni sulla ringhiera, quelle scarpe e quelle biciclette fuori dalle "porte" di lamiera . Tracce di una umanità sofferente, sfruttata e dimenticata. In mezzo alle baracche, l'azzurro sbiadito delle tende del ministero dell'Interno, portate qui nel 2017 portate qui dalla precedente baraccopoli sgomberata . Segni di politiche ancora una volta superficiali e inadeguate. Queste immagini sono legate alla sopravvivenza stentata dei braccianti migranti della piana di Gioia Tauro nella tendopoli di San Ferdinando resteranno un drammatico ricordo (?)

È una questione di credibilità istituzionale inscindibilmente legata al dovere di essere, tutti e in ogni parte, una società all'altezza di uno stato di Diritto e di un Paese civile . Una questione aperta che ne contiene tante altre.

Il trasferimento e lo smantellamento

Ieri è stato smantellato il più grande insediamento informale della Calabria, dove nel corso di oltre un decennio hanno vissuto in condizioni disumane e degradanti migliaia di migranti braccianti della piana di Gioia Tauro . La tendopoli di San Ferdinando, nel reggino, con le sue baracche logore, abitata da occhi stanchi e tristi , da ieri non esiste più.

La sua demolizione ha fatto seguito alle attività di trasferimento, già concluso nei giorni scorsi, del centinaio di migranti presenti nelle baracche in questo momento , che non rispecchiano i picchi di presenze registrati nei periodi di raccolta in autunno . Per questa fase dell'iter di superamento hanno trovato ospitalità presso gli appartamenti del complesso immobiliare di contrada Serricella a Rosarno, messi a disposizione del comune di San Ferdinando dallo stesso comune di Rosarno

Una immagine plastica della sinergia interistituzionale in atto con il decisivo impulso delle prefettura di Reggio Calabria e della prefetta Clara Vaccaro . Sinergia che ha visto coinvolto anche il comune di Taurianova in una rete territoriale di accoglienza.

Una soluzione provvisoria

Un trasferimento che restituisce una dimensione dignitosa alla vita delle persone migranti e che è parte integrante del processo di superamento della tendopoli di San Ferdinando alla quale si lavora da tempo, prima della recente strage di Amendolara.

Una soluzione temporanea nelle more della costruzione della Fattoria solidale , finanziata con i fondi del decreto Caivano bis (Piano Periferie) , già in avanzato stato di progettazione e che il comune di San Ferdinando conta di realizzare non entro la stagione di raccolta in arrivo ma entro la successiva.

L'avvio di una svolta significativa che ha richiamato ieri, in occasione dell'ingresso delle ruspe tra le baracche, i rappresentanti istituzionali territoriali e con loro Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Fabio Ciciliano , commissario straordinario per interventi infrastrutturali e di progetti di riqualificazione sociale e ambientale, funzionali ai comuni o alle aree metropolitane ad alta vita finanziati con il decreto Caivano bis tra i quali rientrano San Ferdinando e Rosarno, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. Autorevole sigillo ad una azione di definitiva discontinuità con un passato vergognoso che ancora, però, ha tutto da dimostrare.

Interrogativi e preoccupazioni

Restano, infatti, ancora tanti interrogativi e preoccupazioni sul presente e sul futuro, anche particolarmente vicino . Basti pensare a chi arriverà o ritornerà nei prossimi mesi per la stagione di raccolta degli agrumi e dovrà trovare un alloggio visto che la Fattoria solidale non sarà ancora pronta e la tendopoli sarà stata (finalmente) completamente smantellata.

« Condividiamo l'urgenza di superamento della tendopoli - ha spiegato  Mauro Destefano, coordinatore del progetto Calabria Emergency - ma o aiutiamo soluzioni strutturali e definitive per tutti , che non lascino indietro alcuno  e che non ripropongano ancora una volta, condizioni di marginalità, esclusione e ghettizzazione. Le gravi condizioni igienico-sanitarie in cui le persone sono state costrette a vivere per anni, senza acqua potabile e corrente elettrica, sono infatti l'esito di un percorso di accoglienza evidentemente fallimentare. Abbiamo da subito espresso preoccupazione per le modalità di gestione di questi trasferimenti sui cui criteri, nei giorni addietro, gli stessi migranti non avevano chiarezza. Abbiamo anche espresso preoccupazione per la presa in carico delle persone più fragili.

Si parla di un trasferimento temporaneo senza specifica quanto temporaneo. Per altro occorreranno misure già dai prossimi mesi. In vista della nuova stagione di raccolta, arriveranno in centinaia per lavorare nella Piana  come braccianti agricoli. Noi continueremo a monitorare », ha sottolineato Mauro Destefano, coordinatore del progetto Calabria Emergency che per anni nella tendopoli ha gestito lo sportello di orientamento socio-sanitario.

La rete territoriale di accoglienza 

Il regolamento di gestione dei Servizi di ospitalità nel complesso immobiliare di Serricella, recentemente deliberato dal consiglio comunale di San Ferdinando e che presto sarà ricevuto dal comune di Rosarno,  contempla tre fasi.

Alla fase Zero, consistente nell'abbattimento della tendopoli, del trasferimento dei migranti e della bonifica del sito , segue la fase Uno ossia "l'alloggiamento temporaneo dei beneficiari presso il sistema territoriale di accoglienza, costituito dalle seguenti strutture : complesso immobiliare di contrada Serricella di Rosarno con 5 palazzine residenziali per un totale di 30 alloggi e 162 posti letto , il complesso di via Maria Zita sempre a Rosarno con 6 alloggi per una capacità complessiva di 36 posti letto . letto e il borgo Sociale di Taurianova con una capacità aggiuntiva di 20 posti letto ». La fase Due, l'ultima del piano di superamento della tendopoli, prevede il trasferimento degli ospiti collocati temporaneamente a Rosarno (già precedentemente insediati presso la Tendopoli di San Ferdinando) nella nuova “Fattoria Solidale” o presso altre unità abitative appositamente individuate nel territorio regionale regionale.

A oggi si è rivelato necessario impegnare quattro delle cinque palazzine di contrada Serricella ove, occorre sottolineare, hanno sede anche il Polo Sociale Integrato, con uffici, segreteria e depositi, un ambulatorio medico e un  luogo di culto e attività laboratoriali e formazione.

Si legge nello stesso regolamento che " Successivamente al trasferimento dei migranti , protetto entro il 2026 , gli alloggi ubicati in contrada Serricella e via Maria Zita, non assegnati, torneranno nella piena disponibilità del Comune di Rosarno che, previa nuova ordinanza di rettifica / integrazione della precedente ordinanza sindacale n° 12 del 26/02/2026, potrà riuscire in applicazione del proprio regolamento comunale in atto sospese che riprendere a luglio vigore".

Gaetano: «Lavoriamo per un'accoglienza stabile fatta di diritti e di doveri»

«Quella sul futuro della prossima stagione di raccolta è una legittima preoccupazione - sottolinea il sindaco di San Ferdinando Luca Gaetano - ma non deve sminuire la portata storica di questa giornata e di questa sinergia istituzionale senza precedenti che ci ha consentito di compiere con e per i braccianti migranti uno scatto di dignità, non da tenda a tenda, come in passato, ma da tenda a casa. E non intendiamo più tornare indietro .

Dunque questa sistemazione temporanea, che si protrarrà nelle more della realizzazione della Fattoria solidale, alla quale stiamo lavorando speditamente , tale sarà fino al prossimo anno quando contiamo di poter attuare la fase Due e completare il superamento delle tendopoli con il trasferimento definitivo nella nuova struttura .

Quella attuale è una fase del percorso, come ho più volte sottolineato, è volto a costruire una prospettiva di piena integrazione ed equità e a creare le condizioni, per chi è regolare e ha un contratto di lavoro, di permanere esercitando diritti e doveri. Qui non si tratta di discriminare ma di mettere ordine anche tra situazioni giuridiche diverse che dunque devono essere riconosciute e attenzione come tali. Penso ai richiedenti asilo oa persone con particolati vulnerabilità che devono essere tutelate in altre sedi. Una decina di persone fragili erano presenti in questi giorni nella tendopoli e le abbiamo affidate ai servizi sociali.

Non intendiamo sottovalutare le criticità che ci attendono con l'arrivo della stagione della raccolta ma ci proponiamo di affrontarle facendo  appello alla rete territoriale creata nel solco del decreto Caivano bis, all'Housing sociale che abbiamo già bandito con i fondi Fami (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) Su.Pr.Eme. 2, e alla cooperazione delle aziende agricole con le quali già da tempo sediamo al tavolo in Prefettura e che sappiamo essere disponibili a fare la loro parte », ha sottolineato ancora il sindaco di San Ferdinando, Luca Gaetano.

I decreti del commissario Ciciliano

Il comune di Rosarno e il comune di Taurianova, che unitamente al comune di San Ferdinando hanno anche già pubblicato i bandi di Housing sociale per favorire anche l' ospitalità diffusa dei migranti sui territori, sono parte integrante di questo percorso, in quanto attori della rete territoriale di accoglienza. Due appositi decreti del commissario straordinario Fabio Ciciliano nello scorso marzo , "per dare attuazione all'accoglienza della comunità ospitata nell'insediamento abitativo tendato temporaneo presso la Str. Zona Industriale II di San Ferdinando e alla conseguente demolizione del medesimo insediamento ai fini della tutela della pubblica e privata incolumità" avevano autorizzato il comune di Rosarno (decreto n. 228) e il comune di Taurianova (decreto n. 238) , rispettivamente ad eseguire con i fondi " l'intervento di adeguamento e rifunzionalizzazione di n. 30 alloggi siti in contrada Serricella e di n. 6 alloggi siti in Via Maria Zita e l'intervento di rifunzionalizzazione del borgo sociale di contrada Russo di proprietà per la messa in disponibilità a favore del Comune di San Ferdinando ".

Cutrì: «Ci siamo e ci saremo ma attenzione a tutte le fragilità del territorio»

« Rosarno con tutta la sua comunità – ha sottolineato Pasquale Cutrì, sindaco di Rosarno –  ha risposto presente, facendosi trovare pronta ad accogliere poco più di un centinaio di migranti negli appartamenti di contrada Serricella. Qui queste persone potranno risiedere in condizioni finalmente dignitose , come è stato per i braccianti che dal campo container in località Testa dell'acqua qui a Rosarno abbiamo trasferito nel 2024 nel Villaggio della Solidarietà.

Superata questa fase transitoria, non appena i migranti potranno essere trasferiti nella Fattoria solidale,  promuovendo l'obiettivo che come Amministrazione ci eravamo posti quando abbiamo recuperato queste palazzine, sopravvissuti per anni abbandonate e vandalizzate . Abbiamo investito risorse comunali per poterle recuperare . Le metteremo regolarmente a bando per assegnarle a famiglie di migranti regolari. Purtroppo esistono ancora, anche a Rosarno, situazioni di marginalità con migranti che vivono in povertà e ci sono anche rosarnesi in condizioni di indigenza . Superare la tendopoli di San Ferdinando era necessario e la nostra comunità ha ritenuto doveroso contribuire  ma occorrere estendere la stessa attenzione a tutti coloro che ne hanno bisogno », ha concluso Pasquale Cutrì, sindaco di Rosarno.