«Al massimo tra un anno e mezzo, ma forse anche entro un anno, realizzeremo la fattoria sociale. Nel frattempo procederemo con lo smantellamento della tendopoli che avrà luogo a breve. Una soluzione intermedia è necessaria perché, nonostante gli sforzi del Comune, quella condizione di vita non è accettabile in una società civile. L'Amministrazione comunale da anni fronteggia il fenomeno. Grazie ad una convergenza istituzionale molto forte, che ritengo senza precedenti, che coinvolge Governo, Regione e prefettura, con un contributo di particolare costanza e sensibilità della prefetta Clara Vaccaro, stiamo arrivando a una soluzione che sarà finalmente stabile, duratura e definitiva».

Incontriamo nuovamente il sindaco di San Ferdinando, Luca Gaetano, che conferma gli impegni illustrati già lo scorso anno, fotografando anche lo stato di avanzamento delle progettualità in campo per superare la tendopoli e garantire un abitare rispettoso della dignità e dei diritti.

Un percorso orientato con fermezza al superamento della tendopoli, rispetto al quale non è stato necessario che, per quanto grave e atroce, la strage di Amendolara desse un nuovo impulso. La consapevolezza di dover andare oltre questo vergognoso capitolo della nostra storia resta chiara e ineludibile. Le risorse ci sono e consistono nei dieci milioni del decreto Caivano bis (nel quadro del piano Periferie). E ci sono anche le idee, molto chiare.

Il superamento con una soluzione stabile e definitiva

«La nostra visione resta quella di realizzare una fattoria sociale che potrà dare le giuste risposte sia in termini di accoglienza che di riscatto ed emancipazione ai migranti braccianti impegnati nei campi di raccolta. Una visione che richiede dei tempi e che, pertanto, invoca una soluzione transitoria. Il prossimo smantellamento della tendopoli - spiega Luca Gaetano - non è, dunque, una decisione estemporanea, frutto di una reazione emotiva legata ai fatti di Amendolara, ma si colloca all'interno di una pianificazione molto accurata, attenta e ponderata alla quale lavoriamo da diversi mesi. Grazie al decreto Periferie e all'impegno di commissario Ciciliano del prefetto di Reggio e della regione Calabria si procede con ritmo per il definitivo superamento di quella condizione indecorosa.

Con riferimento alla necessaria soluzione transitoria e contingente - dichiara ancora il sindaco Gaetano - posso ampiamente rassicurare il terzo settore, che a volte mi stupisce con certe levate di scudi rispetto a progetti di superamento del disagio, che grazie alla cooperazione tra i comuni di Rosarno, Taurianova e San Ferdinando, sotto l'ombrello del Fami (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) Su.Pr.Eme. 2, potremo garantire ai migranti che ne avranno diritto una sistemazione adeguata. Il Fami è infatti dedicato, in questo nostro contesto territoriale, al potenziamento di servizi accessibili a tutta la cittadinanza. Tutto concorrerà per realizzare una integrazione diffusa senza più ghetti, che punti sulla qualità dell'abitare luoghi e spazi comuni e sulla responsabilizzazione rispetto a quegli stessi beni comuni».

Diritti e doveri

La prospettiva di una integrazione generata dal rispetto dei diritti e anche dei doveri resta l'aspetto qualificante del progetto.

«La fattoria sociale non sarà un mero alloggio ma sarà fucina di prospettive che contribuiscano a lenire la vulnerabilità delle persone fragili, come i braccianti sfruttati e ricattabili sono, rafforzando il percorso di reale integrazione. La fattoria non sarà, dunque, un ghetto ma sarà un luogo aperto e in costante osmosi con tutta la comunità.

La fattoria non sarà l'ennesimo recinto, non sarà un luogo di contenimento. Noi - spiega ancora il sindaco Gaetano - pensiamo di realizzare un nuovo quartiere della città dove si realizzerà agricoltura sociale, un luogo in cui fare spesa presso la bottega a km zero, dove si farà il pane nel forno di comunità, dove si coltiverà l'orto insieme ai nipotini dove si vivranno spazi in comune. Sarà sede anche di un centro di servizi. Trasporto pubblico, formazione, orientamento, incrocio di domanda e offerta di lavoro, housing sociale saranno a disposizione di tutta la cittadinanza, migranti compresi. Questa è la nostra idea di inclusione fatta di uguaglianza e prossimità.

Occorre cambiare paradigma: guardare a questi luoghi da centri di costo a generatori di valore in cui le risorse pubbliche siano condivise».

I fondi e gli interventi

«Con i 10 milioni del decreto Periferie restano confermate tutte le progettualità, anzi alcune sono state implementate.

Alla realizzazione della fattoria sociale sono destinati tre milioni 600 mila euro che sono stati già trasferiti. Il compendio immobiliare “Ex Aulinas” è alla firma del rogito per l'acquisizione in capo all'amministrazione comunale, sotto l’egida del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Invitalia, stazione appaltante, per conto della struttura governativa del commissario Fabio Ciciliano, ha già bandito la progettazione. .

Le altre risorse del decreto Periferie sono destinate a tutta una serie di interventi di rigenerazione: la riqualificazione del villaggio Praja, quartiere nato dalla ricostruzione di Eranova, il borgo demolito per realizzare il Porto di Gioia Tauro e dove insiste anche la comunità di braccianti extracomunitari ospitati nell’ostello solidale Dambe SO di Mediterranean Hope. E ancora il recupero e la riapertura dello storico auditorium comunale che diventerà anche teatro, interventi manutentivi nei tre plessi dell’istituto comprensivo Marvasi Vizzone, l'adeguamento antisismico del plesso della primaria Carretta, una serie di interventi di ammodernamento di mensa impianti sportivi laboratori e il potenziamento del servizio di trasporto scolastico. Infine interventi diffusi di riqualificazione di strade e piazze, creazione o recupero di aree a verde e il rifacimento del manto stradale in vie densamente popolate o trafficate. Tutti interventi i cui iter sono in corso.

Io non amo abbandonarmi a lamentazioni o recriminazioni, tuttavia devo dire che San Ferdinando ha dato molto in questi anni e oggi ha il dovere, ma anche il diritto, di pretendere soluzioni efficaci e sostenibili per il superamento della tendopoli. Soluzioni che devo riconoscere, si stanno finalmente concretizzando», conclude Luca Gaetano, sindaco di San Ferdinando.