Il deputato continentale del gruppo “The Left” presenta un’interrogazione parlamentare a Bruxelles: «La morte di quelle 94 persone non può essere attribuita solo alla violenza del mare»
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Il naufragio di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023 continua a rappresentare una delle pagine più dolorose della storia recente italiana ed europea. A oltre tre anni dalla tragedia, costata la vita a più di 94 persone, tra cui numerosi bambini, il deputato europeo del gruppo “The Left”, Domenico Lucano, torna a chiedere che venga fatta piena luce sulle responsabilità istituzionali e operative, annunciando di aver presentato un'interrogazione scritta alla Commissione europea.
Lucano ripercorre innanzitutto il ricordo della visita compiuta a Cutro il giorno successivo al naufragio, descrivendo un'immagine destinata a rimanere impressa nella sua memoria. «Il giorno dopo quella tragedia mi sono recato a Cutro. Davanti a quel mare non ho visto l'azzurro delle cartoline. Ho visto un blu oltremare, denso, quasi violaceo, profondo e pesante come un sudario. Un mare che non sembrava cullare la vita, ma gridare al cielo la morte di donne, uomini e bambini».
Da quella visione nasce, spiega l'eurodeputato, una riflessione sulle responsabilità che vanno oltre la violenza del mare. «Una morte che non può essere attribuita soltanto alla violenza del mare, ma che ci costringe a interrogarci sulle decisioni, sui ritardi e sulle omissioni che hanno segnato il confine tra la vita e la morte».
Il richiamo è quindi alle celebri parole di Pier Paolo Pasolini: «Io so. Ma non ho le prove». Una citazione che Lucano richiama ricordando come lo scrittore la utilizzò per denunciare un sistema di responsabilità che sfuggiva alla verità giudiziaria dopo la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969.
«Io so che 94 persone sono morte a pochi metri dalla riva, che il Mar Ionio ha restituito i corpi di bambini che potevano essere salvati, che da quella notte esistono domande che attendono ancora risposte e responsabilità che devono essere pienamente accertate», afferma.
Per questo motivo, aggiunge, il 25 giugno ha deciso di rivolgersi direttamente alle istituzioni europee: «Ho presentato per iscritto un'interrogazione alla Commissione europea per chiedere verità e una piena ricostruzione delle responsabilità istituzionali e operative, anche alla luce del rispetto degli obblighi europei in materia di ricerca e soccorso in mare».
Secondo Lucano, sulla tragedia di Cutro non può calare il silenzio. «Su Cutro non può esserci archiviazione senza verità. È necessario chiarire omissioni, motivi delle scelte, ritardi. Il richiamo a Pasolini non è quello di un colpevole individuale, ma di responsabilità diffuse, di un sistema di opacità e di disumanità che non può trovare giustificazione quando sono in gioco vite umane».
Il deputato europeo conclude ribadendo il proprio impegno a continuare a chiedere giustizia per le vittime e per i loro familiari. «Quelle persone avevano attraversato il mondo per mettersi in salvo. Per questo, per quelle vite spezzate e per le loro famiglie, continuerò a chiedere verità, giustizia e l'accertamento delle responsabilità».

