11mila e 68 su oltre 216mila. In percentuale, il 5,10%. Un’inezia per quanto riguarda le scuole pubbliche, l’equivalente di uno ogni venti. A guardare i dati prodotti da ISTAT nel 2024, si ha l’impressione che quello degli studenti stranieri nelle varie classi sia proprio l’ultimissimo dei problemi della Calabria. Eppure, dopo l’annuncio di Meloni che introdurrebbe un tetto massimo (già presente dal 2010 e fissato al 30%) ai minori non italiani per ogni classe, la situazione è stata presa soltanto da un punto di vista politico, non numerico.

Nel dettaglio, i bambini stranieri presenti nelle scuole pubbliche calabresi alle elementari, secondo ISTAT, al 2024 erano 4.313 su 75.950, il 5,6% del totale; una percentuale che scende al 5,38 quando si parla di medie e addirittura al 4,47 alle superiori, quindi (con classi di venti alunni) meno di uno per classe.

I dati ISTAT relativi alla Calabria. Nel report 2024, l’Istituto Nazionale di Statistica per le scuole pubbliche dà una percentuale molto bassa di studenti stranieri che, però, regge anche la presenza di istituti sempre più propensi alla chiusura.

Nelle private quasi esclusivamente italiani

Numeri che riguardano soltanto gli istituti pubblici statali e che cambiano radicalmente quando si parla di scuole private, soprattutto per quanto riguarda i più piccoli: alle elementari si tratta appena dell’1,68%, alle superiori del 4,7%. Una situazione, insomma, tutto meno che problematica. Anzi, non è un problema, visto che numeri alla mano nelle private si parla di neanche un bambino per classe e nelle pubbliche si arriva a stento a uno anche quando (come spesso accade) si tratta delle cosiddette “classi pollaio”. Per spiegarlo in termini semplici: con queste percentuali, per avere due bambini stranieri in ogni classe queste dovrebbero essere composte da circa 38 alunni. E lì, evidentemente, lo sguardo andrebbe rivolto a un numero che non garantirebbe la capacità di insegnare in modo dignitoso. 

Specialmente in una regione che ha perso 109 istituti nel corso degli ultimi dieci anni e alunni in numero superiore a 4 cifre, mentre quasi tutti gli insegnanti calabresi si sono trasferiti al nord e al centro e meno della metà delle scuole, il 48,3%, hanno ottenuto il collaudo statico.

Insomma, fra i tanti problemi della scuola calabrese, la presenza di ragazzi e bambini nati fuori dai confini italiani sembra davvero essere l’ultimo dei pensieri a cui la Calabria dovrebbe interessarsi.