L’editoria rappresenta «la prima industria culturale nazionale» e il governo intende rafforzarne il sostegno economico, fino a raddoppiare le risorse destinate al comparto. È il messaggio lanciato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto a Roma all’iniziativa dedicata al mondo dell’informazione e dell’editoria.

Durante l’intervento, il vice premier ha ribadito il valore strategico di un settore che considera decisivo non solo sul piano economico, ma anche per la qualità della democrazia.

Secondo Tajani, il sistema editoriale italiano è chiamato ad affrontare una trasformazione profonda, segnata dalla rivoluzione digitale, dall’impatto dell’intelligenza artificiale, dalla crisi del mercato pubblicitario e dal continuo calo delle copie vendute. Per questo, ha spiegato, il sostegno pubblico non può essere considerato un costo, ma un investimento sulla libertà di informazione, sul pluralismo e sulla competitività del Paese.

Il ministro ha annunciato che l’obiettivo dell’esecutivo è quello di raddoppiare progressivamente i fondi destinati all’editoria, proseguendo il percorso già avviato con le misure di sostegno introdotte negli ultimi mesi. Tra queste figurano crediti d’imposta per gli investimenti, incentivi all’innovazione tecnologica, agevolazioni per l’acquisto della carta, contributi per le assunzioni di giovani professionisti e interventi a favore delle imprese editoriali.

L’intervento di Tajani arriva in una fase particolarmente delicata per il comparto. Negli ultimi anni molte testate hanno dovuto affrontare l’aumento dei costi di produzione, la contrazione della raccolta pubblicitaria e la crescente concorrenza delle piattaforme digitali globali. A queste difficoltà si aggiunge la sfida dell’intelligenza artificiale generativa, destinata a modificare profondamente la produzione e la distribuzione delle notizie.

Il governo punta quindi a rafforzare gli strumenti di sostegno già esistenti, favorendo la digitalizzazione delle imprese editoriali, l’innovazione tecnologica e il ricambio generazionale nelle redazioni. Una strategia che si affianca ai provvedimenti già attivati dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio, che negli ultimi mesi ha pubblicato bandi e incentivi per investimenti innovativi, bonus pubblicità e misure di sostegno all’occupazione nel settore.

Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre ribadito come l’editoria continui a rappresentare uno dei principali motori dell’industria culturale italiana, con un ruolo fondamentale nella formazione dell’opinione pubblica, nella diffusione della conoscenza e nella tutela del pluralismo informativo. Proprio per questo, secondo Tajani, il rafforzamento degli investimenti pubblici costituisce una scelta strategica per accompagnare il settore nella transizione digitale e garantirne la sostenibilità futura.