Per indossare la toga nei concorsi ad alto profilo previsti a partire dal 2026, il solo superamento dei severi scritti di diritto non basterà più: le future toghe dovranno affrontare un colloquio e un esame attitudinale condotto da uno psicologo esperto.

L'innovazione nasce dalle disposizioni contenute nel d.lgs. 44/2024, che ha delegato al Consiglio Superiore della Magistratura il compito di stabilire i parametri di valutazione da applicare prima del colloquio orale, osservando rigorosamente gli «standard internazionali di psicometria». Un cammino complesso che la Sesta commissione ha intrapreso avviando un'approfondita fase d'indagine conoscitiva con l'ascolto di clinici, cattedratici di psicometria e specialisti di medicina del lavoro.

La svolta del 2025: la delibera e il profilo degli esclusi

Un passaggio chiave di questo iter si è consumato delibera del 5 novembre 2025, con cui l'organo di autogoverno (CSM) ha varato la risoluzione attuativa sui «test di valutazione psicoattitudinale per l’accesso alla magistratura».

In quel testo, il CSM ha catalogato in modo dettagliato le fragilità umane, relazionali e metodologiche considerate del tutto incompatibili con l'esercizio della giurisdizione. Un elenco rigoroso che sbarra la strada a chi manifesta:

  • Difficoltà d'analisi e rigidità di pensiero: «rigidità cognitiva, chiusura al confronto, procrastinazione decisionale, tendenza a confermare le proprie ipotesi senza metterle alla prova, pensiero preconcetto»;
  • Mancanza di equilibrio interiore: «impulsività, instabilità e vulnerabilità emotiva» e una palese «assenza di autocontrollo»;
  • Distorsioni etiche e relazionali: «pregiudizi, narcisismo, protagonismo, arbitrarietà».

Il grande dibattito: attitudini cognitive o indagine clinica?

L'istruttoria ha messo in luce due differenti visioni operative per strutturare l'esame:

  • L'orientamento attitudinale: Predilige la misurazione di doti logiche e operative specifiche per la funzione giudiziaria (capacità d'analisi, prontezza d'apprendimento, problem solving, flessibilità e soft skills). Questo indirizzo scarta i reattivi di personalità classici, ritenendoli poco predittivi e facilmente alterabili dai candidati.
  • L'orientamento clinico: Propone una ricognizione mirata a individuare eventuali disturbi psichici o patologie strutturali, stimando che l'idoneità intellettuale sia già ampiamente vagliata con gli elaborati scritti.

Nel dirimere il contrasto, il CSM ha ritenuto la prima opzione maggiormente «rispondente alla lettera della legge, che usa l’espressione test psicoattitudinali», termine orientato a pesare inclinazioni pratiche anziché quadri patologici.

Stop dell'ultima ora: il testo torna in Commissione

Quando la griglia definitiva sembrava pronta per l'approvazione finale, l'iter ha subito un'improvvisa frenata. Durante il plenum del 29 luglio 2026, l'assemblea ha votato all'unanimità il rinvio degli atti alla Sesta commissione. La decisione di far slittare il definitivo via libera a dopo la pausa estiva si è resa necessaria per integrare alcuni rilievi emersi dal confronto con l'équipe di specialisti che affianca i lavori. L'obiettivo dell'integrazione, come chiarito dal consigliere Antonello Cosentino, è quello di «rendere più chiari concetti e accertabilità di carattere psicologico», assicurando la massima solidità scientifica a un meccanismo di selezione destinato a segnare un punto di non ritorno per la Magistratura italiana.