Educazione digitale per riconoscere le fake news e contrastare cyberbullismo e cybercrime; educazione affettiva per rafforzare la capacità di relazioni con gli altri e patentino digitale che certifichi una consapevole navigazione in rete.

Sono i tre punti che il Corecom Calabria ha approfondito tra gli studenti in un anno di attività.

Operto

«Più o meno le risposte sono state in linea a quello che noi avevamo pensato – ha detto Francesca Felicia Operto, Docente di Neuropsichiatria Infantile dell’Università Magna Graecia di Catanzaro –  però sono stata anche contenta di vedere come i ragazzi sasno attenti, paradossalmente più di noi adulti. E questo è bello perché vuol dire che abbiamo possibilità di lavorare, di migliorare quelle che sono le loro necessità e i loro bisogni». 

Cuda

«Un'idea originale, importante, un'idea che parla ai ragazzi e che cerca di educarli ad un uso consapevole, ad un uso sano del digitale – le ha fatto eco Giovanni Cuda, Magnifico Rettore dell’UMG –  È una delle manifestazioni secondo me più interessanti attraverso cui appunto il sistema universitario dà una risposta alla nostra comunità».

Un lavoro originale che il Corecom Calabria, tramite una pendrive, ha consegnato alla coordinatrice nazionale per essere utilizzato nelle altre regioni interessate.

Barbato

«È una pennetta preziosissima in cui ci affidano la responsabilità del lavoro che già è stato fatto in Calabria – ha detto la coordinatrice nazionale dei Corecom Carola Barbato – e ci auguriamo possa avere una spinta propulsiva in tutte le regioni d'Italia».

«Il lavoro più importante che mai un Corecom italiano abbia mai fatto – ha detto il presidente di Corecom Calabria Fulvio Scarpino – è tutto qui, racchiuso in questa pennetta, con il contributo

Scarpino

dell’ Università Magna Grecia di Catanzaro e dei suoi ricercatori. Questo perchè i nostri giovani sono avanti a noi dal punto di vista tecnologico, però hanno una fragilità inspiegabile. L'Università Magna Grecia elaborerà una ricerca per venire incontro a quelle che sono le problematiche sempre più evidenti dei nostri ragazzi».