C’è un’immagine che riassume meglio di ogni parola il traguardo di Anna Sulla: è quella di un cerchio che si chiude, dove tutto l’amore seminato in oltre un secolo di vita torna finalmente indietro sotto forma di carezze, sguardi complici e abbracci sinceri. A Caraffa di Catanzaro, nel cuore pulsante di quella Calabria arbëreshë che conserva con orgoglio tradizioni e identità, Anna ha tagliato il nastro dei 102 anni, circondata da una famiglia che non è solo una discendenza, ma un vero e proprio monumento alla vita.

Nata il 6 marzo del 1924, nonna Anna ha visto il mondo cambiare pelle infinite volte. Ha attraversato i decenni del Novecento portando sulle spalle il peso di sacrifici oggi difficili da immaginare, ma lo ha fatto con la dignità tipica di chi sa che ogni sforzo è un mattone per costruire il futuro dei propri cari. Il suo "bilancio" non si misura in beni materiali, ma in presenze: madre di cinque figli, nonna di dieci nipoti, bisnonna di sette e, infine, trisavola di due pronipoti. Cinque generazioni che si specchiano nei suoi occhi chiari, ancora capaci di emozionarsi davanti a una torta di compleanno.

La sua esistenza è stata un lungo viaggio condiviso per ben settant'anni con il marito Pietro, scomparso nel 2016. Insieme hanno edificato un quotidiano fatto di amore, anteponendo la protezione della famiglia a ogni imprevisto o paura che i giorni potevano riservare. È stata proprio questa dedizione assoluta a rendere Anna il pilastro che è oggi: una donna che ha saputo difendere le relazioni umane come il bene più prezioso.

Ma guai a pensare a una "nonnina" d'altri tempi chiusa nei soli ricordi. Anna ha saputo varcare anche il confine del digitale. Grazie alle incursioni divertenti e affettuose sui social orchestrate dai nipoti Alessia e Giampiero, il suo volto è diventato familiare a molti, portando una ventata di autenticità e saggezza popolare nel caos del web. Con la sua simpatia contagiosa, Anna ci ricorda che invecchiare è un privilegio e che il segreto, forse, sta proprio nel non lasciarsi prendere troppo sul serio dalle sfide della vita.

Oggi, tra i vicoli della sua Caraffa, si festeggia non solo un numero, ma una testimonianza vivente di gratitudine. Quella stessa gratitudine che Anna esprime ogni giorno per ciò che ha e per ciò che è stata, dimostrando che 102 anni non sono un peso, ma una corona di saggezza da indossare con un sorriso.