Cantante emergente, l’esperienza più importante del suo percorso è stata aprire il concerto di Capodanno di Brunori nella sua città, Cosenza. E ai suoi coetanei dice: «Non c’è niente di sbagliato nel sentirsi fuori posto o troppo sensibili»
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L’adrenalina correva veloce mentre le luci illuminavano la piazza gremita. Un respiro profondo, poi la musica. Così è iniziata per Federica Greco, giovane cantante emergente, l’esperienza più importante del suo percorso: aprire il concerto di Capodanno di Brunori, nella sua città. «È stato travolgente», racconta. «Farlo proprio qui ha amplificato tutto. Ogni emozione aveva un’eco più forte. Salire su quel palco è stata adrenalina pura, un vortice bellissimo che non dimenticherò mai». Cantare davanti a migliaia di persone le ha dato una certezza: quella musica non è solo una passione, ma ciò che vuole davvero dalla vita.
Una consapevolezza nata tempo fa, tra i banchi di scuola. Durante il liceo, infatti, la musica è diventata per lei un vero strumento di espressione. «In un periodo in cui faticavo a riconoscermi e a sentirmi compresa, scrivere mi ha aiutata a ritrovare una parte autentica di me. Era il modo più sincero per dire ciò che a parole non riuscivo a spiegare». Come per molti giovani della sua generazione, fragilità e insicurezza non sono ostacoli da nascondere, ma parti fondamentali del percorso. Anzi, sono spesso proprio quei momenti bui a spingerla a creare. «Quando dentro si fa buio, una melodia riesce ad accendere una piccola luce. Scrivere mi aiuta a rimettere ordine nel caos».
Nelle sue canzoni, però, la vulnerabilità non viene mai esibita in modo diretto. Preferisce raccontare storie, immagini, emozioni filtrate. «La fragilità per me è qualcosa di prezioso, che va protetto. A volte però, anche senza volerlo, un pezzo di quella parte entra nei testi». In una società che chiede ai giovani di essere sempre forti, sicuri e performanti, Federica ribalta la prospettiva: «La fragilità è una forma di forza. È come camminare senza armatura: non ti rende più debole, ti rende più vero».
La musica, nel suo percorso, ha avuto anche un ruolo salvifico. «Continua a salvarmi ogni volta in modo diverso. Il 2025 è stato un anno fondamentale: attraverso la musica ho iniziato davvero a riconoscermi, a capire chi ero e cosa volevo raccontare». Le insicurezze non vengono scacciate, ma trasformate in materia creativa. «Ho imparato a farci pace. Entrano nella scrittura da sole e spesso sono proprio loro a dare verità a quello che racconto». Non mancano le difficoltà, soprattutto quando il peso delle aspettative si fa sentire. «A volte qualcuno dice che sto sprecando tempo, che dovrei pensare solo all’università. Sono parole che fanno rumore. Ma cerco di restare fedele a me stessa, al mio ritmo, a ciò che mi fa stare bene».
Se dovesse raccontare la sua generazione con una canzone, sceglierebbe Equilibrio Mentale di Ultimo: un brano che parla di sospensione, confusione e ricerca di un proprio posto nel mondo. «Siamo sempre in bilico tra ciò che siamo e ciò che ci si aspetta che diventiamo». Il messaggio che vorrebbe arrivasse attraverso la sua musica è semplice ma potente: «Non c’è niente di sbagliato nel sentirsi fuori posto o troppo sensibili. La delicatezza non è un difetto, è una forza. Non dobbiamo diventare perfetti, ma imparare ad abbracciare quello che siamo, anche le parti fragili». In un tempo in cui spesso si dipingono i giovani come disimpegnati e senza sogni, la storia di Federica Greco racconta il contrario: una ragazza che studia, coltiva una passione con determinazione e trasforma le proprie fragilità in musica.

