Un silenzio irreale avvolge la comunità, rotto solo dallo sgomento e dalle domande che restano sospese nell'aria. Mileto si è svegliata sotto shock, ferita da una tragedia familiare che nessuno, nemmeno i più intimi, avrebbe mai potuto prevedere. A ricostruire le terribili ore che hanno portato all'omicidio-suicidio di Pasquale Calzone (63 anni) e Maria Assunta Curra (55 anni) sono le voci di chi è accorso sul posto per primo, raccogliendo il dolore devastante dei familiari.

Omicidio-suicidio nel tardo pomeriggio di ieri a Mileto, nel Vibonese. La comunità ancora sotto shock per un fatto di sangue che ha lasciato tutti sgomenti: la coppia si stava separando ma nulla lasciava presagire un esito così tragico.

La scoperta dei corpi

A trovare i due coniugi, ormai privi di vita, è stato Franco, il fratello di Pasquale. Il suo studio commerciale si trova proprio a fianco dell’abitazione della coppia. È stato lui, dopo diverse chiamate a vuoto, ad avere il coraggio di girare la chiave nella toppa e varcare quella soglia.

A raccontare la scena, con voce provata, è il sindaco di Mileto Fortunato Giordano, accorso sul posto per portare conforto: «Franco ieri sera era sconvolto. Quando si è accorto che il fratello non rispondeva al telefono, ha avuto il coraggio di entrare. Ha visto una scena terrificante: entrambi i corpi distesi a terra in un bagno di sangue». C’è un dettaglio, straziante, che il fratello ha confidato al primo cittadino: «Mi ha detto che ha visto che la testa del fratello toccava la testa della moglie. È una situazione difficile, Franco non avrebbe mai potuto sospettare nulla». Un femminicidio, l’ennesimo di questa Italia che si riscopre ancora una volta un Paese in cui le donne non sono al sicuro, soprattutto tra le mura domestiche.

L'ultimo appuntamento e quella richiesta di privacy

La ricostruzione delle ore precedenti al dramma aggiunge amarezza a una vicenda già dolorosa. Assunta era tornata in quella casa per ritirare le ultime cose; la causa di separazione era in corso e gli incontri avvenivano solitamente previo appuntamento. «L'appuntamento era all'una e mezza – spiega il sindaco Giordano –. Assunta è venuta e anche Franco c'era, giusto per un minimo di precauzione. Aveva accompagnato il fratello e la cognata, era entrato con loro ed è rimasto un po' lì. Tutto sembrava tranquillo, come gli altri giorni». Eppure, proprio per rispetto della sensibilità della cognata, Franco aveva deciso di lasciarli soli. «Lui non è un tipo invadente – continua il sindaco – e Assunta nei giorni scorsi gli aveva detto: "Ma come mai mi controllate come due piantoni?". Così Franco le ha risposto di non preoccuparsi, che sarebbe andato nel suo studio per lasciarle fare le sue cose tranquillamente. Non sospettava minimamente una reazione così grave del fratello». L'allarme scatta nel tardo pomeriggio. «Verso le sei meno venti, finito il lavoro in studio, Franco ha telefonato al fratello. Pasquale non rispondeva. A quel punto si è insospettito, perché sapeva che Assunta quel giorno non era andata via subito come le altre volte. Lì ha capito che la situazione evolveva al peggio».

«Persone di sani principi»

Nessuno a Mileto riesce a darsi pace. «Sono persone veramente brave, se si può dire così alla luce di quello che è avvenuto – commenta amaro Giordano –. Conoscendo Pasquale, Assunta e tutto il contorno, non sospetteresti mai nella vita un evento di questo tipo. Il pericolo è dietro l'angolo». Il sindaco ha annunciato che verrà proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali: «Dobbiamo riflettere tutti insieme, fermarci e stare vicini ai familiari, al figlio che sta arrivando da Torino e a Franco».

Il dolore di Don Salvatore: «Franco mi ha chiesto perdono»

Anche il parroco di Mileto, don Salvatore Cugliari, amico d'infanzia della famiglia, è accorso per portare conforto. «Siamo cresciuti insieme con Franco e Pasquale. Una famiglia di altissimo valore, di sani principi, sempre laboriosa». Le parole del sacerdote restituiscono l'immagine di un uomo, il fratello dell'omicida, schiacciato da un senso di colpa non suo. «Cosa mi ha detto Franco? Niente, mi ha chiesto soltanto perdono. Gli ho detto che non c'è nessun perdono da chiedere. Ma lui, che ha visto quella scena, mi ha chiesto perdono per il gesto compiuto da suo fratello». Resta ora il dolore di una comunità intera, che attende il ritorno del figlio della coppia per stringersi in un abbraccio silenzioso e rispettoso.