A Catanzaro il presidente della Regione e l’assessore al Lavoro Calabrese hanno ricevuto Senese (UIL), Trotta (CGIL) e Lavia (CISL)
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La mattinata non era iniziata col piede giusto: i sindacati sono stati avvisati che a causa della cerimonia dell’Anno giudiziario presso la Corte dei Conti l’appuntamento di sindacalisti e vertici della Cittadella regionale slittava di 45 minuti.
Con il dovuto garbo e soprattutto l’interesse precipuo della vicenda la triplice regionale ha così atteso pazientemente nella piazza S. Francesco di Paola di Catanzaro per poi avviarsi al quarto piano della Regione Calabria.
Le decisioni
Intanto un nuovo incontro romano, martedì 10 marzo al Ministero del Lavoro e poi un tavolo permanente sulla situazione che interessa 656 persone su 900 a rischio cassa integrazione.
Poi le interlocuzioni con l'istituto Poligrafico dello Stato, per verificare la fattibilità di ulteriori lavorazioni visti anche gli ingenti fondi previsti sulla dematerializzazione;
ed anche con Tim e Fibercop, invece, per verificare la possibilità di incrementare le attività che già si svolgono in Konecta R, alleggerendo la pressione sulla commessa di dematerializzazione.
Grave decisione aziendale

«Il Presidente – ha dichiarato la segretaria regionale della UIL Maria Elena Senese – ci ha rassicurato sul fatto che comunque l'avvertenza verrà chiusa in maniera positiva. Noi continuiamo ad essere preoccupati perché ad un anno e qualche mese dalla sottoscrizione dell'accordo, ricordiamo tutti che era dicembre 2024, parlare oggi di ammortizzatori sociali non è solo preoccupante ma anche decisamente grave. Evidentemente in questo progetto industriale importante ci hanno creduto poco sia il poligrafico e tantomeno l'azienda».
Soluzione hub preferibile

«La soluzione hub digitale – ha aggiunto Giuseppe Lavia, segretario della CISL – è in testa al ventaglio di ipotesi in quanto potrebbe rivoluzionare il comparto dei call center sempre più in crisi di commesse. E' chiaro che vanno costruite delle prospettive. Sulle cartelle cliniche c'è stato comunicato che sostanzialmente ci sono 400.000 cartelle cliniche residue da dematerializzare. I tempi sono due/tre mesi. Occorre prendere questo tempo per trovare delle prospettive durature con quest'azienda o con altre aziende.
Più tranquilli ma vigili

«Se l'azienda – ha infine chiosato Gianfranco Trotta, segretario regionale CGIL – pensa di poter far ricorso subito alla cassa integrazione senza avere interlocuzione seria con le organizzazioni sindacali, con la Regione, col suo committente che è l'Istituto Poligrafico dello Stato, insomma c'è qualche problema.Ritengo che ci siano ad oggi elementi di tranquillità per una soluzione positiva del problema».

