La scomparsa del professor Antonino Zichichi lascia un vuoto che va ben oltre la perdita di uno dei più autorevoli fisici italiani del Novecento. Per l’Università della Calabria e per l’intero territorio regionale, rappresenta l’addio a un intellettuale che ha creduto nella crescita scientifica del Sud e ha contribuito alla costruzione di una comunità di ricerca competitiva a livello internazionale.

A ricordarlo è Marco Schioppa, docente della Facoltà di Fisica e direttore del Laboratorio Alte Energie dell’Unical, che ha voluto rendere omaggio alla memoria dello scienziato ripercorrendo il legame profondo che Zichichi ha avuto con l’ateneo e con la Calabria.

«La scomparsa del Professor Antonino Zichichi – scrive Schioppa – non è solo la perdita di un grande scienziato e instancabile promotore della cultura scientifica, ma anche di un grande amico dell’UNICAL e della nostra regione». Un rapporto fatto di collaborazione quotidiana, stima reciproca e visione condivisa del ruolo pubblico della scienza.

Schioppa ricorda il contributo determinante che Zichichi ha dato allo sviluppo della fisica calabrese attraverso il sostegno al professor Giuseppe Susinno, suo storico collaboratore e figura centrale nel Dipartimento di Fisica dell’Unical. «È grazie alla loro autorevolezza scientifica – sottolinea – che l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha accolto la richiesta di costituire nel campus universitario il gruppo collegato INFN di Cosenza». Una decisione che, di fatto, ha aperto la strada a una vera scuola calabrese di fisica delle Alte Energie. Una scuola che oggi partecipa, da protagonista, alle più prestigiose collaborazioni internazionali.

«È grazie a loro – prosegue Schioppa – che la Calabria ha saputo crescere un folto gruppo di fisici impegnati nella fisica nucleare e subnucleare, attivi in esperimenti come ATLAS all’acceleratore LHC del CERN di Ginevra». Ricercatori riconosciuti, capaci di portare il nome dell’ateneo e della regione nei centri nevralgici della fisica mondiale.

Ma l’impronta di Zichichi sulla Calabria non si ferma alla ricerca di eccellenza. Uno dei suoi lasciti più significativi è il Progetto EEE (Extreme Energy Events), iniziativa che coniuga divulgazione, didattica e ricerca scientifica attraverso il coinvolgimento diretto di studenti e docenti delle scuole superiori.

«Il Progetto EEE – racconta Schioppa – è una delle sue opere più lungimiranti: unire ricerca di frontiera e formazione, rendendo gli studenti protagonisti di un’autentica esperienza di Scienza “vissuta” e condivisa». Una scelta che risponde a un principio cardine del pensiero di Zichichi: la scienza come responsabilità, come strumento educativo e come investimento sulle nuove generazioni.

Per Schioppa, questo è il segno più profondo lasciato dal fisico siciliano: «Il Prof. Zichichi ha lasciato un’eredità ampia e profonda. Ha saputo immaginare e sostenere iniziative capaci di far crescere la Scienza, di metterla in dialogo con la società e di aprire spazi e opportunità per chi verrà dopo».

Una visione che non considerava la conoscenza un privilegio da custodire, ma un bene comune. «Era profondamente convinto – ricorda – che il sapere non dovesse restare confinato, ma diventare patrimonio condiviso, capace di generare vocazioni, responsabilità e futuro».

Zichichi ha fortemente creduto nel potenziale dei giovani e nell’importanza di costruire comunità di pensiero, anche lontano dai grandi centri.

Con la sua scomparsa l’Italia perde uno scienziato. L’Unical perde un amico.