La norma ispirata dal Movimento Cinquestelle viene assegnata a due commissioni. Sforbiciate di circa 5mila euro per presidenti, vice e consiglieri semplici. Meno fondi anche ai gruppi, risparmio complessivo di 3,8 milioni all’anno
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Un gruppo di leggi di iniziativa popolare perso nei cassetti del Consiglio regionale smette di prendere polvere e viene assegnato alle Commissioni. È successo il 14 gennaio e tra i provvedimenti ce ne sono alcuni di cui si era (quasi) persa memoria. In testa c’è la cosiddetta Taglia privilegi, norma ispirata dal Movimento Cinquestelle che potrebbe tagliare i costi della politica relativi a stipendi dei rappresentanti calabresi e gruppi di Palazzo Campanella. È un atto dovuto, chissà se questa volta gli inquilini dell’Astronave troveranno modo di dare un seguito all’impulso iniziale.
Depositata in segreteria il 27 dicembre 2018, più di sette anni dopo viene assegnata a due commissioni per l’esame di merito e il parere. Che sia la volta buona? Chissà. Intanto la norma studiata per sforbiciare i bonus resta pienamente valida, visto che gli stipendi da allora non sono cambiati.
La proposta di legge sostenuta da oltre seimila firme raccolte tra maggio e novembre del 2018 tra i cittadini calabresi, introduce misure finalizzate alla riduzione del 40 per cento delle indennità di funzione lorde e delle spese per l’esercizio del mandato riconosciute al presidente della giunta regionale, agli assessori e ai consiglieri. «Un’occasione per rimediare: questa legge deve solo essere approvata, serve esclusivamente la volontà del Consiglio regionale», dissero all’epoca in una conferenza stampa i Cinquestelle chiamati a presentarla. Che ai tempi non ci fosse la volontà appare molto chiaro.
La situazione attuale
In base alla normativa vigente, al presidente della giunta e a quello del consiglio regionale spetta, oltre all’indennità di carica pari a 5.100 euro lordi, un’indennità di funzione di 2.700 euro e rimborsi per spese di esercizio del mandato pari a 6.000 euro, per un totale complessivo di 13.800 euro. I vicepresidenti della giunta e del consiglio percepiscono 700 euro in meno, mentre i presidenti di commissione, i capigruppo consiliari e il segretario questore raggiungono complessivamente i 12.600 euro lordi. L’indennità del consigliere regionale senza incarichi aggiuntivi ammonta invece a 11.100 euro.
Il taglio proposto dal Movimento Cinque Stelle
La modifica avanzata dai pentastellati prevede una consistente riduzione delle indennità di funzione e delle spese di esercizio del mandato. Nel dettaglio per i presidenti della giunta e del consiglio regionale: l’indennità di funzione è ridotta a 1.000 euro (attualmente 2.700); spese di esercizio del mandato pari a 2.180 euro (oggi 6.000); per i vicepresidenti della giunta e del consiglio regionale: indennità di funzione fissata a 1.000 euro (ora 2.000); spese di esercizio del mandato ridotte a 1.760 euro (oggi 6.000).
E ancora, per presidenti di commissione, capigruppo consiliari e segretario questore: indennità di funzione pari a 900 euro (attualmente 1.500); spese di esercizio del mandato a 1.560 euro (oggi 6.000); per un consigliere regionale senza incarichi: confermata l’assenza di indennità di funzione, mentre le spese di esercizio del mandato scenderebbero a 1.560 euro (dai 6.000 attuali).
Riduzioni anche per gruppi consiliari e vitalizi
Il disegno di legge regionale interviene inoltre sui costi dei gruppi consiliari, che passerebbero dagli attuali 98.832 euro annui a 59.299 euro. È prevista anche una misura sui vitalizi, attraverso l’introduzione di un contributo di solidarietà temporaneo della durata di tre anni, con un risparmio stimato in 763.698 euro all’anno.
Nel complesso, l’applicazione di tutte le disposizioni contenute nella proposta Taglio Privilegi consentirebbe un risparmio annuo di 3.816.582 euro. All’epoca mancò la volontà politica di spingere l’iniziativa: nell’epoca Oliverio la norma fu incardinata dall’allora presidente del Consiglio regionale Nicola Irto (si era effettuata anche l'audizione dei rappresentanti dei proponenti, in prima commissione, il 28 febbraio 2019) ma la legislatura volgeva al termine, negli anni successivi, in cui il Consiglio è stato guidato dal centrodestra, si è tornati punto e a capo. E adesso? Il tempo chiarirà le intenzioni della politica.


