La giornata che accompagna il Vinitaly 2026 verso il gran finale sancisce un verdetto chiaro: il Padiglione 12 della “Calabria Straordinaria” è diventato il centro di una nuova energia enologica. Non siamo più di fronte a una regione in cerca di identità, ma a una realtà matura che ha saputo unire la sua storia millenaria a una visione del futuro dinamica e competitiva.

Tra i corridoi affollati si percepisce chiaramente il salto di qualità di una regione che ha smesso di essere una semplice 'promessa' per diventare un punto di riferimento per chi cerca vini di carattere e identità.

In questa fase cruciale, il focus non è solo sulla tradizione, ma sulla capacità dei produttori calabresi di interpretare il mercato moderno con coraggio e sostenibilità. Il Padiglione 12 racconta così una terra che ha trovato la sua voce definitiva, trasformando i propri vitigni autoctoni in un linguaggio contemporaneo che parla con sicurezza al pubblico internazionale.

Uno dei momenti più significativi della giornata è stato l’incontro dedicato al "Pollino Enoico", moderato da Peppone Calabrese, volto celebre di Rai 1 e appassionato narratore delle eccellenze del Mezzogiorno. Peppone ha saputo raccontare i cosiddetti “vini del massiccio”: etichette figlie di una viticoltura eroica, espressione diretta del Massiccio del Pollino, l'imponente catena montuosa dell'Appennino meridionale che si erge al confine tra Basilicata e Calabria. Questi vini non sono semplici prodotti agricoli, ma veri presidi culturali che racchiudono nel calice la freschezza e la mineralità tipiche delle terre alte del Parco Nazionale più grande d’Italia.

L'evento ha segnato un passo storico per la cooperazione territoriale: l'Assessore all'Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, e l'Assessore alle Politiche Agricole della Regione Basilicata, Carmine Cicala, hanno ufficializzato una sinergia istituzionale senza precedenti. Il culmine dell'incontro è stata la presentazione ufficiale del logo "Pollino Basilicata Calabria", un marchio collettivo nato per promuovere nel mondo un’area geografica unita dalla stessa montagna.

Questa nuova identità visiva permetterà ai produttori delle due regioni di superare i confini amministrativi e presentarsi compatti sui mercati internazionali, trasformando l'identità del massiccio in un brand riconoscibile e di altissimo valore. Il Padiglione 12 racconta così una terra che ha trovato la sua voce definitiva, capace di dettare, con orgoglio, le nuove regole del mercato globale.

La giornata è stata scandita anche dalla visita della Premier Giorgia Meloni, che ha scelto il cuore del Vinitaly per ribadire la centralità dell'agroalimentare italiano. Passeggiando tra i padiglioni principali e soffermandosi in particolare presso lo spazio del Ministero dell'Agricoltura, la Premier ha voluto rendere omaggio al lavoro dei produttori.

Il suo messaggio è stato un inno all'appartenenza: “Il vino non è un semplice prodotto commerciale, ma l'ambasciatore più potente della nostra identità nel mondo” ha dichiarato. La sua presenza tra gli stand ha confermato che il successo di territori come quello calabrese non è solo un fatto economico, ma la vittoria di un sistema Paese che sa trasformare le proprie radici in un'eccellenza globale senza eguali.

L’arrivo di Matteo Salvini al Padiglione 12 è stato segnato da un’accoglienza vivace: il Ministro non si è sottratto ai numerosi cronisti presenti, fermandosi a dialogare con loro tra gli spazi espositivi della Calabria. Davanti ai microfoni, ha tracciato un parallelo netto tra il valore del settore vitivinicolo e la necessità di sbloccare il potenziale del Mezzogiorno attraverso le opere pubbliche.

Ai giornalisti che lo incalzavano, il vicepremier ha espresso il suo orgoglio per l’imponente piano di investimenti in corso, citando i miliardi già stanziati per i cantieri calabresi, dalle strade ai nodi ferroviari, fino al potenziamento degli aeroporti. Il concetto centrale del suo discorso è stato chiaro: l'eccellenza dei vitigni locali è un tesoro che può brillare davvero solo se supportato da collegamenti moderni che rendano la regione finalmente accessibile e competitiva.

Inevitabile il passaggio sul Ponte sullo Stretto, descritto come l'anello mancante per completare questa visione di sviluppo. Salvini ha ribadito la volontà di procedere spediti, sottolineando che il 2026 dovrà essere l'anno della svolta operativa. La visita si è conclusa con un riconoscimento diretto al coraggio degli agricoltori e dei produttori, definiti il vero motore di una Calabria che non ha nulla da invidiare ai mercati internazionali.

Allo scoccare delle 18:00, l'atmosfera all'interno dell’area calabrese si è trasformata, lasciando spazio a un momento di grande coinvolgimento e vitalità. Il ritmo della musica ha dato il via a una fase di partecipazione spontanea che ha varcato i confini dell'area espositiva, richiamando anche chi arrivava dai padiglioni limitrofi, attratto dal clima di festa e dall'accoglienza tipica della nostra terra.

Questo scenario di brindisi e condivisione rappresenta il traguardo di un lavoro organizzativo imponente. Il successo della "Calabria Straordinaria" è il risultato diretto della grinta e della presenza costante dell’Assessore Gianluca Gallo e dei tecnici dell'ARSAC, che hanno seguito ogni fase con estrema attenzione per assicurare la perfetta riuscita dell'evento.

Vedere un'area così viva e apprezzata è stata la conferma di quanto la strategia sia stata vincente: la Calabria ha saputo conquistare la scena del Vinitaly, chiudendo la giornata con una prova di forza, identità e grande qualità.

Termina così un’edizione da protagonista per la nostra regione, ma il sipario non cala affatto. Il viaggio dell’eccellenza calabrese, infatti, riparte proprio dai territori che hanno dato origine al mito: l’appuntamento ora si sposta ufficialmente in Calabria, dove il format di “Vinitaly and the City – Calabria in wine” è pronto a fare tappa tra le suggestioni millenarie di Sibari e l'abbraccio del Lungomare di Reggio Calabria. Un ritorno alle radici che promette di trasformare il calice in un’esperienza di pura scoperta territoriale.