Il segretario generale della Uil insiste sulla necessità di puntare gli occhi sulle «organizzazioni malavitose che gestiscono questi fenomeni». E sulla strage di Amendolara: «Lì parliamo di schiavitù»
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«Se insistiamo sul caporalato e non affrontiamo il tema di una connessione con la mafia e di un controllo del territorio, vuol dire che non vogliamo affrontare il problema». Lo ha detto il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, intervenuto alla prima giornata del Congresso nazionale della Uila.
«Abbiamo ben chiaro lo sforzo fatto da tutto il mondo delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali per combattere questo fenomeno e gli interventi fatti dal punto di vista legislativo - ha precisato il segretario - però penso che noi dovremmo fare un passo in avanti. Se siamo tutti d'accordo, dovremmo insieme chiedere che ci siano più controlli del territorio e sul territorio, nei confronti di chi, organizzazioni malavitose, gestisce questi fenomeni. Come anche chiedere, per quello che riguarda l'articolo 603 bis, che la competenza sia trasferita alle procure distrettuali. Questo significherebbe aumentare i controlli e nel caso anche verifiche con più personale, più competenze e più disponibilità».
In merito alla strage di Amendolara, dove quattro migranti sono morti bruciati in un minivam, Bombardieri ha parlato non di caporalato ma di schiavitù e ha detto «ci avrebbe fatto piacere farlo in modo unitario, non ci siamo riusciti ed è stato un peccato».



