«Ci sono sicuramente aspetti positivi, in particolare quelli riferiti al risultato di amministrazione, che migliora rispetto al precedente esercizio. Restano però alcune criticità, ad esempio, quelle relative alla conservazione dei residui attivi in bilancio, che incidono positivamente sul risultato del rendiconto». È questo il giudizio del procuratore regionale f.f. della Corte dei Conti, Giovanni Di Pietro, sul rendiconto della Regione Calabria.

Nonostante miglioramenti registrati nella gestione dei conti la Procura rileva ancora difficoltà, innanzitutto nel settore sanitario. «Basti pensare al dato della mobilità passiva che registra ancora un saldo negativo di oltre 329 milioni di euro» ha evidenziato il procuratore. «Questo significa che molti cittadini calabresi continuano a rivolgersi ad altre regioni per ricevere cure, segno che il sistema sanitario calabrese non riesce ancora a essere sufficientemente attrattivo».

Tra gli aspetti positivi evidenziati dal procuratore regionale è stata segnalata «la chiusura dei programmi comunitari 2014-2020, mentre la programmazione 2021-2027 procede ancora con lentezza. Permangono, inoltre, alcune criticità nella rendicontazione del Pnrr».

Secondo quanto riferito la Regione avrebbe trasmesso «dati solo parziali. Per alcuni obiettivi risultano raggiunti i risultati programmati, mentre per altri la Regione non ci ha fornito informazioni sufficientemente esaustive. Di conseguenza non siamo in grado di valutare se tali obiettivi siano stati effettivamente conseguiti. Lo si potrà verificare alla conclusione del piano, con la rendicontazione finale, ma già oggi nutriamo dubbi e perplessità sul raggiungimento di alcuni obiettivi». Il riferimento è alla missione salute del pnrr, ma anche ad altri interventi finanziati dal piano. 

«Per noi è un tema di particolare importanza – ha sottolineato ancora– sia per l'entità delle risorse in gioco sia perché riteniamo che questi finanziamenti rappresentino un'occasione fondamentale per migliorare la sanità e altri settori strategici nell'interesse della Calabria».

Ancora sul fronte della sanità e in particolare dei bilanci, la Procura ha espresso «dubbi sull'attendibilità di alcuni dati, che dovranno essere verificati». Nello specifico, il procuratore ha evidenziato come abbiamo potuto lavorare prevalentemente sui dati del consuntivo del quarto trimestre, perché la rendicontazione delle aziende sanitarie ci è stata trasmessa soltanto alla fine. Sembrerebbe emergere qualche elemento positivo, ma anche qui i dati risultano parziali e non sufficientemente approfonditi».

«Il dato contabile da solo non è sufficiente: non basta analizzare i numeri, bisogna comprendere come si arriva a determinati risultati. Occorre valutare anche la qualità della gestione e, sotto questo profilo, permangono molti dubbi. La sana gestione di un'azienda sanitaria si misura anche nella capacità di rispondere alle esigenze della collettività. I fatti parlano da soli: sono numerose le denunce che riguardano la gestione delle aziende sanitarie provinciali e questo alimenta inevitabilmente ulteriori perplessità».

Sul fronte delle società partecipate «il quadro resta sostanzialmente stabile. Si parte da un dato contabile che evidenzia il rilevante apporto finanziario della Regione sia a favore delle società partecipate sia degli enti strumentali. Permangono però alcune situazioni ancora non definite, basti pensare al caso di Ferrovie della Calabria. Anche per gli enti strumentali restano criticità: ad esempio, Calabria Verde non ha ancora presentato il bilancio e, quindi, non è stato possibile effettuare le necessarie valutazioni.

Per quanto riguarda Afor, abbiamo rilevato numerose azioni di pignoramento che coinvolgono la Regione in qualità di terzo pignorato. Per Aterp, invece, emerge un rilevante ammontare di residui attivi a fronte di riscossioni molto limitate, un elemento che pone dubbi sulla sana gestione finanziaria dell'ente».