Emergency chiede soluzioni stabili e denuncia il rischio di nuove forme di marginalità. Il sindaco Gaetano difende il piano («superiamo il degrado con case, servizi e percorsi di integrazione») e parla di operazioni «già terminate»
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È iniziato lo sgombero della tendopoli di San Ferdinando nella Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. «Nei prossimi giorni - ricorda Emergency Calabria - circa cento persone saranno sgomberate dall'insediamento informale di San Ferdinando e alcune di queste saranno ricollocate nelle Palazzine di Rosarno. Il superamento del modello della tendopoli, realizzata quasi quindici anni fa dal ministero dell'Interno come soluzione emergenziale, è in sé uno sviluppo positivo, ma la mancanza di percorsi certi, individualizzati e di lungo periodo per gli abitanti rischia di riprodurre, ancora una volta, marginalità, esclusione e ghettizzazione.
Le gravi condizioni igienico-sanitarie in cui le persone sono state costrette a vivere per anni senza acqua potabile e corrente elettrica, sono infatti l'esito di un percorso di accoglienza fallimentare, deterioratosi nel tempo fino al completo abbandono istituzionale». Emergency, che lavora accanto alla popolazione della tendopoli dal 2011, continua a chiedere «soluzioni strutturali per le persone che lavorano nel territorio della Piana di Gioia Tauro. Si tratta di braccianti che risiedono stabilmente da anni in Italia, in regola con le norme vigenti in materia di immigrazione.
Emergency esprime inoltre preoccupazione per la ricollocazione e la presa in carico delle persone più fragili presenti all'interno della tendopoli». «A oggi molte - si legge nella nota dell'associazione - persone che vivono nella tendopoli non sanno ancora quando verranno trasferite, dove saranno ricollocate e con quali garanzie di continuità rispetto al lavoro, alla residenza, ai servizi e alla propria vita quotidiana. Emergency ritiene che non si possa procedere con ulteriori trasferimenti o con la chiusura definitiva dell'insediamento finché tutte le persone coinvolte non siano state adeguatamente informate, ascoltate e destinate a una soluzione concreta e sostenibile».
Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Gianluca Gaetano intervenendo nel Consiglio Comunale convocato, tra l’altro, per approvare il Regolamento che disciplina l’utilizzo degli alloggi di Rosarno, attuale destinazione del grosso dei migranti, ovvero di coloro che non sono stati assegnati ai Cas della provincia o inseriti nei progetti Sai. Operazione lampo, quindi, visto che il tutto era cominciato lunedì mattina. Per Gaetano «già ieri, martedì, si può dire che il trasferimento degli ospiti della tendopoli di San Ferdinando è terminato».
«Il documento che prevede diritti e doveri degli ospiti – ha proseguito il primo cittadino nel dibattito che ha preceduto il voto favorevole del Civico Consesso – consente al nostro Ente di regolamentare l’impiego di un complesso di 5 edifici fin qui inutilizzati e costruiti dalla Regione con fondi vincolati, la cui titolarità transitoriamente il Comune di Rosarno ha ceduto al nostro Ente nell’ambito di quella grande opera di ingegneria istituzionale che, grazie al coordinamento della Prefettura di Reggio Calabria, ha potuto garantire operatività, efficienza e sobrietà. Ora il regolamento dovrà essere recepito dal Comune di Rosarno – ha aggiunto il sindaco Gaetano addentrandosi nella spiegazione di una procedura alquanto peculiare per la extraterritorialità amministrativa – nell’ambito di quei rapporti straordinari ma convergenti che hanno consentito che per la prima volta nella storia dell’ospitalità nella Piana di Gioia Tauro che alla tenda e al degrado seguano una casa e politiche di Welfare Universale attivo. Cambio di passo epocale, nato dalla lezione che ci ha dato il fallimento delle politiche pubbliche registrato nel passato, e oggi reso possibile oltrechè dalla perfetta sintonia tra 3 Comuni e dalla caparbietà della prefetta Clara Vaccaro, anche dalla disponibilità dell’assessore regionale Pasqualina Straface e del Commissario Fabio Ciciliano e dalla professionalità degli operatori dei Poli sociali di San Ferdinando, Rosarno e Taurianova».
Il sindaco Gaetano, spiegando le ragioni per le quali ha atteso la convocazione del Consiglio per riferire per la prima volta in pubblico tempi e modi di un trasferimento che è potuto avvenire in completa armonia - anche grazie all’intervento discreto ma efficace di Polizia e Carabinieri – ha poi aggiunto altri particolari della nuova logistica abitativa messa a disposizione dei migranti economici, ricordando anche l’avvenuto intervento dell’Asp per una serie di soggetti fragili e fragilissimi che avevano trovato ospitalità nella struttura.
«Vengono alloggiati in 4 delle 5 palazzine disponibili – ha sostenuto rispondendo alle domande dei consiglieri di opposizione – perché abbiamo programmato, all’interno del complesso, anche un’ala interamente dedicata ai servizi socio-assistenziali e medici, trasferendovi la sede del nascente Polo sociale integrato formato dai 3 Comuni reso possibile dall’accordata rimodulazione del progetto Su.pre.me 2 che come si sa utilizza fondi europei. Vi accederanno i migranti in regola che hanno un contratto di lavoro, o comunque quelli che hanno diritto ad una residenza in regola, previo pagamento di un canone mensile calmierato. Tengo a specificare – ha affermato il sindaco Gaetano – che il trasferimento negli appartamenti nuovi, che hanno arredi di tutto punto e sorgono in una zona di Rosarno in cui insistono scuole e strutture sportive, consente una risposta che si muove nel solco tracciato da altre esperienze di servizi abitativi e di integrazione virtuosa lanciate da qualche anno, con grande riscontro, nel territorio».
“Il Regolamento di Gestione e Servizi di Ospitalità” è passato con i voti favorevoli della maggioranza, a cui si è aggiunto anche quello del consigliere Umberto Paparatto, mentre si sono astenuti i consiglieri Serafino Mazzitelli (Pd) e Maria Carmela Digiacco (Fratelli d’Italia).

