Non si fermano i rincari dei carburanti. Portafogli di famiglie ed imprese sempre più sotto pressione.

La benzina segna un nuovo picco dopo i 2,002 euro al litro raggiunti ieri e sale a 2,005 in modalità self sulla rete stradale, il prezzo più alto da circa tre anni. In autostrada la verde è a 2,080 (ieri era 2,077). Il gasolio raggiunge 2,122 al litro sulla rete stradale (ieri era 2,116) e 2,194 in autostrada (ieri 2,186). Sono i dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit.

Per la verde, i dati settimanali del ministero dell'Ambiente, mostrano che il prezzo non superava i 2 euro al litro dal 2023 (2,001 nella media settimanale dal 18 al 24 settembre 2023). Il record degli ultimi anni è stato toccato a marzo del 2022, dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, quando i prezzi medi della verde si aggiravano sui 2,2 euro al litro.

I rincari dei carburanti non si fermano e rischiano l’accelerazione nel fine settimana caldo del contro-esodo.

L’Osservatorio mobilità stradale di Anas, dice che tra venerdì e domenica sono previsti oltre 24 milioni di spostamenti.

Le associazioni dei consumatori avvertono che il momento di massima vulnerabilità per milioni di italiani in viaggio potrebbe alimentare fenomeni speculativi spingendo i listini fuori controllo.

Oggi la benzina costa 35,7 centesimi in più al litro rispetto a fine febbraio. L’ultima rilevazione del bollettino settimanale della Commissione europea sancisce il passaggio da 1,702 euro/litro a 2,079 euro/litro, il 22,2% in più. Il gasolio viaggia con aumenti oltre i 45 centesimi al litro.

Gli altri listini europei

In termini di rincari del gasolio, l'Italia occupa il 23° posto su 27. L’aumento del 22,2% risulta sensibilmente inferiore alla media Ue del 27,5%. Bulgaria (+44%) e Repubblica Ceca (+35,3%) guidano la classifica degli aumenti. L'Italia si trova però al 7°posto assoluto per costo finale, con un prezzo al distributore superato solo da Paesi Bassi (2,383), Finlandia (2,318), Germania (2,266), Danimarca (2,250), Francia (2,199) e Belgio (2,174).

Per la benzina, la dinamica è ancora peggiore: il rincaro italiano del 20,2% ha superato la media europea (17,5%). L'Italia si conferma stabilmente nella parte alta della classifica (7° posto), preceduta da mercati storicamente onerosi come Danimarca, Paesi Bassi, Germania, Finlandia, Francia e Grecia. Questo conferma che il "caro-Italia" non è solo figlio delle tensioni internazionali, ma di una pressione fiscale interna che non ha eguali tra i grandi partner continentali.

Taglio delle accise, lo sconto di 17 centesimi scadrà il 25 agosto

Ancora qualche giorno e il prezzo del diesel sarà pieno. Il 25 agosto scadrà infatti il taglio delle accise di 17 centesimi a litro. Il nono rinnovo dello sconto dall’inizio della guerra in Medio Oriente è costato 275 milioni di euro. Da marzo il Governo ha speso 2,3 miliardi per attenuare la pressione sui costi dei carburanti. Gli ultimi due decreti si sono concentrati però solo sul gasolio. Palazzo Chigi ha allo studio un nuovo taglio facendo ricorso all’extra-gettito Iva sui carburanti. Questa volta potrebbe interessare anche la verde. Più si va avanti e più il conto per il Governo si fa salato. Salatissimo per famiglie ed imprese.

Modelli di intervento a confronto: Le strategie di Francia, Germania e Spagna

Le risposte dei singoli governi europei alla crisi energetica sono stati differenti pur tenendo conto delle indicazioni arrivate da Bruxelles che ha sempre osteggiato interventi a pioggia, bonus e sconti a tempo.

La Germania ha applicato un taglio fiscale diretto sulle accise, seguendo lo schema adottato inizialmente dall'Italia.

La Francia ha invece deciso di non mettere mano agli sgravi fiscali, puntando su controlli anti-speculazione rigorosi e pressione politica diretta sulle società di distribuzione.

La Spagna, infine, ha operato un taglio dell'Iva tra marzo e giugno. Il ritorno forzato all'aliquota ordinaria dal 1° luglio, su pressione di Bruxelles, ha generato uno shock immediato con rincari dei listi oggi tra i più alti d'Europa.

L’impatto su famiglie ed imprese

Le associazioni dei consumatori avvertono che i prezzi elevati ai distributori negli ultimi giorni di agosto potrebbero avere conseguenze disastrose sulla ripresa post vacanze.

Il Codacons stima che la spesa extra estiva per i rifornimenti sia di 1,9 miliardi di euro, di cui 370 milioni bruciati nei primi giorni di agosto. Con fenomeni speculativi che secondo l’associazione dei consumatori ha aggravato la spesa di famiglie e imprese nonostante il consistente calo del Brent, per più giorni, registrato proprio ad inizio mese.

Rispetto all'estate 2025 un pieno di benzina costa oggi 13,85 euro in più (+16,2%), mentre per il diesel l'aggravio è di circa 22 euro (+26,7%).

Le proiezioni della CGIA di Mestre per il 2026 sono ancora più cupe: a parità di consumi, il rincaro peserà per 13,6 miliardi di euro l'anno, ovvero oltre 1,1 miliardi di euro ogni mese.