'Ndrangheta nel nord Italia: sequestri per un 1,5mln in Lombardia, Emilia e Calabria

Sigilli a società, terreni e fabbricati tra le province di Mantova, Reggio Emilia e Crotone, facenti capo a una locale affiliata alla famiglia Arena di Isola Capo Rizzuto. L'operazione è coordinata dalla Dda di Brescia

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di Redazione
10 febbraio 2021
09:36

Polizia di Stato e Guardia di Finanza hanno sequestrato i patrimoni aziendali di 4 società di autotrasporti per circa 1,5 milioni di euro nelle province di Mantova, Reggio Emilia e Crotone. Società ritenute facenti capo a una locale autonoma di ‘ndrangheta operante a Viadana in provincia di Mantova e affiliata alla famiglia Arena di Isola di Capo Rizzuto.

Il sequestro è avvenuto nell’ambito di un'indagine di polizia giudiziaria, denominata “Gemelli”, per disarticolare strutture ‘ndranghetiste periferiche nel Nord Italia, coordinata dai Sostituti Procuratori Paolo Savio e Claudia Moregola, della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Brescia.


Effettuate 15 perquisizioni a carico di altrettante persone. I patrimoni sequestrati rappresenterebbero parte dei reinvestimenti della 'ndrangheta e comprendono le quote sociali e patrimoni aziendali di 4 società, 7 fabbricati, 3 terreni e 14 automezzi.

Sono 19 le persone indagate. Tra i coinvolti ci sono cinque esponenti della famiglia Riillo e due della famiglia Pugliese oltre all'ex assessore a Viadana Carmine Tipaldi. Proprio Tipaldi, con altri otto coinvolti, è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. «È il punto di riferimento anche politico per l'organizzazione» scrivono i pm Paolo Savio e Claudia Moregola nelle 216 pagine di decreto di sequestro preventivo.

L’indagine è stata svolta dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, dalle Squadre Mobili di Brescia e Mantova, dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza e dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, «permettendo - si legge in una nota - di far luce sull’infiltrazione e sul radicamento della criminalità organizzata nel tessuto economico del Nord Italia, in particolare nei settori dell’autotrasporto ed immobiliare delle province di Mantova e Reggio Emilia».

L’attività ha consentito, tra l’altro, di confermare il contenuto di una rilevante intercettazione telefonica svolta nel 2006, che aveva già individuato l’egemonia dell’organizzazione ‘ndranghetista radicatasi nel territorio di Viadana. In merito, in una delle conversazioni intercettate, veniva invitato un noto personaggio della criminalità calabrese a trasferirsi al Nord perché «… qua Viadana è nostro, ora ci possono prendere 30 anni, 50 anni o l’ergastolo, ma Viadana è il nostro…».

Sono la P.R Trasporto srl, la S.G Trasporti, la Viadana Immobiliare, tutte di Viadana, nel Mantovano, e la Feril costruzioni srl di Reggio Emilia, le società poste sotto sequestro. Un collaboratore di giustizia sentito durante le indagini in merito alla famiglia Riillo ha detto che «quando sono arrivati a Viadana i Riillo hanno intrapreso un'attività di autotrasporti, riciclando denaro del clan Arena». Un secondo collaboratore sulle attività invece della famiglia Grande Aracri ha spiegato ai magistrati: «Questi sono partiti da Cutro che erano senza soldi. Erano alla fame. Ora girano col Ferrari». Con il provvedimento i pm Paolo Savio e Claudia Moregola hanno disposto anche il sequestro di 447 mila euro «nelle disponibilità di Francesco, Pietro e Pasquale Riillo e Antonio Asti». Un commercialista di Brescia è stato nominato amministratore giudiziario delle società sottoposte a sequestro.

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