Inchiesta Inter nos

Arresto Paris, il consigliere regionale interrogato si difende: «Estraneo ai fatti»

Il politico ha risposto al gip dichiarandosi innocente dopo che lunedì scorso è stato posto ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta "Inter nos" sulle infiltrazioni della 'ndrangheta negli appalti della sanità reggina

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di Redazione
5 agosto 2021
18:25
Nicola Paris
Nicola Paris

Ha risposto al gip, Karin Catalano il consigliere regionale della Calabria Nicola Paris, eletto nel 2020 con la lista dell'Udc, arrestato lunedì scorso con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta "Inter Nos" coordinata dalla Dda e dalla Procura ordinaria di Reggio Calabria. Assistito dagli avvocati Francesco Calabrese e Attilio Parrelli, Paris si è dichiarato innocente ed estraneo ai fatti emersi dall'indagine della Guardia di finanza che ha fatto luce sulle infiltrazioni della 'ndrangheta negli appalti dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.

Le accuse

Nell'inchiesta condotta dal Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, dall'aggiunto Gerardo Dominijanni e dai sostituti Walter Ignazitto, Giulia Scavello e Marika Mastrapasqua, il consigliere regionale, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari, è accusato di avere «tentato di intervenire - è scritto nell'ordinanza di custodia cautelare - con il governatore facente funzioni della Regione Calabria, Antonino Spirlì, al fine di sollecitare il rinnovo contrattuale» del direttore del settore della struttura complessa Gestione risorse economico finanziarie dell'Asp, Giuseppe Corea».


Quest'ultimo, secondo gli inquirenti, è il soggetto grazie al quale le imprese vicine ai clan Serraino e Iamonte ed a quelli della Locride si accaparravano gli appalti dell'Azienda sanitaria nel settore delle pulizie. Nel corso dell'indagine, i finanzieri hanno intercettato anche le conversazioni tra gli imprenditori e Paris durante un pranzo per festeggiare la proroga dell'incarico al dirigente colluso. «Firma tutto Corea....Firma tutto e futtatindi». Sono le frasi pronunciate dai commensali davanti a Paris che avrebbe brindato con gli altri indagati dicendo «Viva Corea per...noi».

Un brindisi che, per i pm, dimostra «senza ombra di dubbio la consapevolezza nell'indagato in ordine alla sussistenza del rapporto corruttivo in essere con la Helios», l'associazione temporanea di imprese che è riuscita per anni ad avere rapporti con l'Asp in assenza di qualsiasi procedura di evidenza pubblica. In merito alla telefonata con il commissario dell'Asp Gianluigi Scaffidi, al quale Paris aveva chiesto un appuntamento che, secondo la Procura, era finalizzato alla proroga del contratto del dirigente Corea, il consigliere regionale ha fornito durante l'interrogatorio una spiegazione alternativa che adesso è al vaglio degli inquirenti.

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