Asp Cosenza, pc vecchi e dati Covid caricati a mano: i nuovi computer arriveranno in estate

Non sono in grado di supportare i programmi necessari al monitoraggio della pandemia ma nonostante l'acquisto di nuovi apparecchi fosse ritenuto indifferibile già da settembre del 2019 tutto è rimasto fermo fino a sette giorni fa (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Camillo Giuliani
6 maggio 2021
06:35

Da più di un anno l'Asp di Cosenza ha un problema con la registrazione dei dati relativi ai contagi, la problematica è peggiorata da quando a quel conteggio si è aggiunto anche quello delle vaccinazioni. Da quasi due anni, però, nessuno è stato capace di acquistare i computer che avrebbero risolto la questione sul nascere. L'obsolescenza dei pc negli uffici dell'azienda, disseminati per la provincia, è infatti cosa nota almeno da settembre del 2019, quando i problemi legati alla pandemia non erano ancora nemmeno ipotizzabili. Bisognava acquistarne centinaia di nuovi, stando alle indicazioni sui fabbisogni inviate dai vertici dell'Uoc “Sistemi informativi aziendali” con la nota 113060.

Per vedere un seguito a quella nota, però, si sono dovuti attendere 14 mesi, nonostante per tutto quel periodo si siano accumulate «numerose richieste e motivate sollecitazioni per l'acquisto di personal computer, anche da parte di strutture impegnate nelle attività correlate al contrasto alla pandemia Covid, oltre che da parte di strutture che necessitano di lavorare a distanza e relazionarsi con autorità e amministrazioni varie». Poco importa che gli apparecchi in dotazione non fossero in grado di supportare «né i nuovi programmi (spesso ministeriali) né i nuovi gestionali in uso» all'Asp in quei travagliati mesi. Dell'acquisto, normalmente, avrebbe dovuto occuparsi la Regione, ma quest'ultima già da marzo dello scorso anno ha fatto sapere di «non poter provvedere all'espletamento delle procedure, stante la notoria carenza di personale» e comunicato agli uffici di via Alimena che avrebbero dovuto sbrigarsela da soli. Così prima di provare a sostituire i vecchi computer si è arrivati alla fine del 2020.


È dello scorso 11 dicembre, infatti, la delibera 1305 con cui l'allora commissario straordinario Simonetta Cinzia Bettelini ha avviato l'iter per procedere all'acquisto di quella che era ormai una «fornitura non più differibile» sul Mepa: 200mila (più altri 44mila per l'Iva) gli euro impegnati, 307 i computer che sarebbero dovuti arrivare. E che sei mesi dopo nessuno ha ancora visto, alla faccia dell'indifferibilità. La gara indetta poco prima di Natale non ha avuto seguito concreto ed è stata disdetta una settimana fa dall'erede di Bettelini, Vincenzo Carlo La Regina, con la delibera 421.

Stavolta per l'acquisto, che resta fondamentale, si approfitterà di una nuova convenzione Consip attivata a marzo. I pc saranno molti di più, così come gli euro stanziati: circa 345mila euro, grazie ai quali si compreranno 520 apparecchi, con un prezzo medio per ciascubo inferiore di circa 130 euro rispetto a quello ipotizzato nella procedura avviata dal management precedente. Stando alle clausole della convenzione i computer dovrebbero essere consegnati entro e non oltre 50 giorni dalla stipula dell'accordo.
Con l'estate, insomma, dovremmo dire addio al caos dei dati trascritti a mano dagli operatori. E chissà che con l'ammodernamento tecnologico non si trovi anche una risposta, seppur parziale, al mistero dei contagi spariti da novembre ad oggi.

giuliani@lactv.it

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