L’imprenditore, Alberto Tiriolo, è accusato di gravi irregolarità amministrative nel fallimento della società. Sul caso dovrà pronunciarsi una nuova sezione della Corte d’Appello
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A seguito della pronuncia della sentenza dichiarativa del fallimento delle “Soa Sorgat”, veniva iscritto sul registro degli indagati il legale rappresentate della società, Alberto Tiriolo, poiché dalla relazione del curatore fallimentare e dalle indagini della Guardia di Finanza emergevano gravi irregolarità addebitate all’amministratore legale rappresentate Tiriolo.
In particolare, venivano contestate numerose ipotesi di violazioni fiscali in uno al più grave reato di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale. Altresì veniva contestato il sistematico ricorso alle fatturazioni false per operazioni inesistenti. Emergeva, infatti, che ingenti somme di denaro (oltre cinque milioni di euro), costituenti il capitale sociale, erano state distratte a vantaggio dei singoli soci o per fini diversi rispetto alla loro naturale destinazione che è il soddisfacimento dei diritti de creditori.
Da qui il rinvio a giudizio davanti al Tribunale collegiale di Catanzaro che, nel 2022, dopo una lunghissima istruttoria dibattimentale, nel dichiarare prescritti i reati fiscali, ha invece condannato Tiriolo alla pena di cinque anni di reclusione ed alle pene accessorie della interdizione perpetua dai pubblici uffici, della interdizione legale per la durata della pena e della inabilitazione dell’esercizio.
Tale giudizio di colpevolezza e la pena inflitta venivano, poi, confermati dalla Corte di Appello di Catanzaro, con sentenza pronunciata nel 2025, che altresì condannava l’imputato al pagamento delle spese processuali ed alla rifusione dei danni e delle spese legali a favore delle costituite parti civili anche relativamente al secondo grado di giudizio.
Da qui il ricorso in Cassazione interposto dai difensori di Tiriolo, avvocati Francesco Gambardella e avvocato Saverio Loiero, discusso davanti al Supremo Collegio in data 07.04.2026. Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione ha concluso chiedendo che fosse dichiarata l’inammissibilità del ricorso difensivo. La difesa, invece, ha insistito per l’accoglimento dei motivi e quindi per l’annullamento della sentenza di condanna.
Nella tarda serata la Corte di Cassazione ha pronunciato sentenza con cui è stata annullata la sentenza di condanna con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro.

