Assolta anche collaboratrice dell’ente in house Marinagela Cairo. Due le ipotesi di peculato che gravavano sull’ex sottosegretario
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Un’assoluzione e un reato prescritto. Dopo cinque anni di processo è terminato il processo di primo grado, davanti al Tribunale di Catanzaro, a carico dell’ex sottosegretario Giuseppe Galati (oggi vicepresidente vicario di Noi Moderati,) e la collaboratrice della fondazione “Calabresi nel mondo” Mariangela Cairo accusati di peculato. Galati doveva rispondere di casi di peculato: uno riferibile ad assunzioni clientelari all’interno dell’ente in house della regione Calabria (di cui Galati era presidente e che è stato poi posto in liquidazione), con la paventata violazione delle norme vigenti in materia, ma anche la violazione dello Statuto della fondazione nella parte in cui prevedeva la gratuità degli incarichi di presidente. Da questa imputazione Galati è stato prosciolto per intervenuta prescrizione (i reati erano riferibili al 2012).
Assolto invece dal reato di peculato riferibile alla locazione di un immobile a Roma.
Assolta dall’accusa di peculato anche Mariangela Cairo.
Galati è stato difeso dagli avvocato Salvatore Cerra e Francesco Gambardella, Cairo da Massimiliano Scuteri e Giovanni Passalacqua.

