La Procura di Castrovillari ha convalidato una serie di perquisizioni e sequestri eseguiti dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine che vede indagati S. E. D. M., 23 anni, e M. E. K., 38 anni, entrambi cittadini marocchini, per una serie di ipotesi di reato che comprendono estorsione aggravata, lesioni personali e intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Il provvedimento, firmato dal pubblico ministero Flavia Stefanelli, trae origine dalla denuncia presentata il 5 gennaio 2026 da un lavoratore agricolo, che ha riferito ai carabinieri di essere stato reclutato e impiegato nella raccolta di agrumi a Corigliano-Rossano, in condizioni che gli inquirenti definiscono di presunto sfruttamento. Secondo quanto riportato negli atti, l’uomo avrebbe lavorato per conto dei due indagati, che gli avrebbero procurato alloggio e occupazione, trattenendo parte della paga per l’affitto e corrispondendo i compensi in nero.

Nella ricostruzione fornita alla polizia giudiziaria, la persona offesa ha riferito di vantare un credito di circa 2mila euro per le giornate di lavoro svolte. Il 3 gennaio 2026, durante un turno di raccolta di agrumi a Schiavonea, avrebbe chiesto il pagamento di quanto dovuto. A quel punto – secondo l’accusa – sarebbe stato aggredito da un indagato, con pugni al volto e una ferita al collo provocata da una forbice, mentre l’altro indagato avrebbe partecipato alla condotta intimidatoria. L’episodio avrebbe costretto il lavoratore a rinunciare alla somma richiesta.

L’uomo si è poi recato autonomamente in ospedale e, rientrato nell’alloggio, avrebbe scoperto la scomparsa di un quaderno e di documenti che annotavano le giornate lavorative. Nei giorni successivi avrebbe inoltre riferito di pressioni ricevute dagli indagati per ritirare la denuncia, in cambio di un pagamento parziale e della promessa di un nuovo impiego.

Sulla base di queste dichiarazioni, i carabinieri hanno svolto una serie di accertamenti, tra cui l’identificazione fotografica dei presunti responsabili, riconosciuti dalla persona offesa. Il 9 gennaio 2026 sono state eseguite perquisizioni in un’abitazione di via Vieste a Corigliano Rossano, dove alloggiavano diversi lavoratori stranieri. In quell’occasione, nella stanza attribuita a uno degli indagati è stato rinvenuto un quaderno contabile, mentre l’altro indagato è stato trovato in possesso di 8.400 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio.

Secondo l’ipotesi investigativa, il quaderno riporterebbe l’elenco degli operai, le giornate di lavoro e il numero di cassette di agrumi raccolte, dati che dovranno essere analizzati per verificare le dichiarazioni della persona offesa e degli altri lavoratori escussi. Il denaro sequestrato, invece, viene ritenuto dagli inquirenti potenzialmente riconducibile ai pagamenti delle prestazioni lavorative.

La posizione degli indagati resta al vaglio dell’autorità giudiziaria e, come previsto dalla legge, vale per entrambi la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Gli indagati sono difesi dallo studio NAM (legal manager Salvatore Novelli e dagli avvocati Marianna Avolio ed Elena Magnavita) e dall’avvocato Leonardo Fortunato.