Il carcere di Cosenza entra sempre più nell’agenda politica calabrese. Alla mobilitazione promossa dalla Camera Penale di Cosenza per l’accesso alla casa circondariale “Sergio Cosmai”, previsto il 25 maggio 2026, aderisce anche Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Una partecipazione che si aggiunge alle disponibilità già comunicate da altri rappresentanti istituzionali e che arriva dopo l’appello dei penalisti cosentini, rilanciato alla luce del monitoraggio della Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, Emilia Corea, sulle condizioni dell’istituto.

Antoniozzi aderisce alla mobilitazione dei penalisti

Antoniozzi ha annunciato la propria adesione alla manifestazione della Camera Penale di Cosenza, legando la questione carceraria anche al tema più ampio della giustizia e della custodia cautelare.

Il parlamentare richiama la necessità di «rivedere la custodia cautelare», sottolineando che viene assolto «un cittadino su due». Una posizione che inserisce la visita del 25 maggio dentro un dibattito più ampio sul funzionamento del sistema penale, sulle misure restrittive e sulle condizioni materiali della detenzione.

L’autorizzazione del Dap e la delegazione del 25 maggio

L’accesso del 25 maggio è stato autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Nella seconda integrazione alla richiesta di autorizzazione è stato comunicato che potranno accedere all’istituto anche il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e il vicesindaco Maria Locanto.

Orsomarso e Loizzo confermano la presenza

Tra le adesioni comunicate alla Camera Penale figura anche quella del senatore Fausto Orsomarso, che in una nota indirizzata al presidente Roberto Le Pera ha condiviso la preoccupazione per il sovraffollamento carcerario.

«Condivido la preoccupazione e la denuncia del sovraffollamento carcerario che resta nell’agenda del nostro Governo come tema su cui c’è massima attenzione», scrive Orsomarso, annunciando la sua partecipazione alla visita.

Il senatore richiama anche le ipotesi allo studio del Governo per alleggerire la pressione sugli istituti penitenziari: «Sono allo studio del Governo, oltre a nuovi investimenti per altre strutture, anche l’ipotesi di provvedimenti immediati che possano alleggerire il sovraffollamento con misure alternative, domiciliari o altre sedi, per i detenuti che scontano pene minori».

Orsomarso ha inoltre annunciato che, dopo l’accesso, trasmetterà una relazione con richiesta di intervento urgente al sottosegretario Balboni.

Alla delegazione ha confermato la propria partecipazione anche Simona Loizzo, deputata della Lega, che ha scritto al presidente della Camera Penale.

Il rapporto della Garante e le criticità della “Sergio Cosmai”

La mobilitazione nasce dopo il rapporto di monitoraggio della Garante comunale Emilia Corea, che ha visitato la casa circondariale di Cosenza il 5 e il 20 marzo 2026. Nel documento sono state segnalate criticità legate a sovraffollamento, condizioni igienico-sanitarie, assistenza psichiatrica, autolesionismo e presenza di pannelli in plexiglass alle finestre di alcune celle.

La Garante ne ha chiesto la rimozione o la sostituzione con soluzioni alternative capaci di garantire sicurezza senza compromettere aerazione e salubrità degli ambienti.

Resta delicato anche il tema dell’assistenza sanitaria e psichiatrica. Nel rapporto soo state riportate difficoltà nell’accesso alle visite psichiatriche, mancato trattamento adeguato di patologie gravi e presenza di detenuti con disturbi psichiatrici collocati nelle stesse celle con detenuti comuni.

La Camera Penale: verificare di persona le condizioni detentive

L’Osservatorio “Carcere e Diritti Umani” della Camera Penale di Cosenza aveva già rivolto un appello ai parlamentari calabresi nell’agosto dello scorso anno, senza registrare presenze. Ora la richiesta è stata rinnovata alla luce del rapporto della Garante e del recente decesso di un detenuto.

Tuttavia nel rapporto della Garante sono state segnalate anche alcune buone prassi, come i corsi di formazione in materia di sicurezza sul lavoro e igiene alimentare, la collaborazione con l’associazione “Bambini Senza Sbarre” e il progetto agricolo con coltivazione di ortaggi e piante aromatiche nelle serre carcerarie.