Dopo l’interrogatorio di garanzia il gip di Catanzaro, Gilda Danila Romano ha deciso di confermare gli arresti domiciliari nei confronti di Giovanni Cortese, 39 anni di Chiaravalle ma residente a Montepaone, ispettore di polizia in servizio presso la Squadra Volante della Questura di Catanzaro.
Il poliziotto è accusato di corruzione (in concorso con l’imprenditore catanzarese Paolo Paoletti) e accesso abusivo a un sistema informatico.

Accuse formulate dalla Procura di Catanzaro in seguito alle indagini condotte dalla Guardia di finanza che già aveva indagato su Paoletti per lo sfruttamento nei lavoratori nei suoi supermercati. L’indagine ha portato a una condanna in primo grado a sette anni di reclusione per l’imprenditore. Nel corso delle investigazioni, analizzando il cellulare di Paoletti, sarebbero emersi i rapporti con Giovanni Cortese il quale avrebbe effettuato controlli nella banca dati delle forze dell’ordine per conto di Paoletti. In cambio l’imprenditore avrebbe assunto un cugino dell’ispettore in uno dei supermercati.
Inoltre Cortese avrebbe effettuato accessi nella banca dati per ragioni private e personali, del tutto scevre da mansioni professionali.

In seguito a questa inchiesta, il sei febbraio scorso, la Polizia postale ha eseguito la misura cautelare nei confronti dell’ispettore 39enne, senza che nessuna comunicazione su questa operazione venisse fornita alla stampa.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia Cortese ha fornito la propria versione dei fatti al giudice che ha, poi, ritenuto di mantenere la misura cautelare.