Coronavirus, Codacons chiede le dimissioni del dirigente Prociv Pallaria

L’associazione a tutela dei consumatori dopo le dichiarazioni a Report dell'uomo che guida la task force in Calabria: «Regione totalmente incapace a gestire l’emergenza»

di Redazione
31 marzo 2020
12:21
Codacons, Francesco Di Lieto
Codacons, Francesco Di Lieto

Il Codacons chiede la rimozione del dirigente la Protezione civile, Pallaria. Lo comunica la stessa associazione in una nota stampa nella quale si legge: «Nel corso della trasmissione “Report” andata in onda su Rai3, l’uomo che guida la “task force” in Calabria, ha dichiarato - sfoggiando un rassicurante sorriso ed elencando tutti i suoi numerosi incarichi - di non sapere cosa diavolo siano questi benedetti “ventilatori”».

 


«Se non ci trovassimo dinnanzi un dramma di proporzioni epocali, la situazione apparirebbe perfino comica.

Ieri abbiamo assistito alla denigrazione dei calabresi per bocca di un dirigente generale» sostiene il Codacons aggiungendo: «Ieri abbiamo compreso che alla giuda della Protezione civile e della task force per fronteggiare l’emergenza c’è un potentissimo burocrate che, sorridendo, ha sciorinato tutta l’improvvisazione con cui si affronta una pandemia in Calabria. Grottesco. Chi aveva ancora dubbi, ieri, ha dovuto prendere atto come la Regione Calabria sia totalmente incapace di gestire quanto accade».

 

Il sodalizio poi rincara la dose: «In un paese normale questa mattina dovrebbero arrivare le dimissioni dell’Ing. Pallaria, senza bisogno che qualcuno le solleciti». Ma chi lo ha nominato?: «Proprio la governatrice che con imbarazzante sicumera ha precisato: “E chi dovevo nominare?”.

Praticamente ne ha scelto uno a caso»...

 

«Caro Pallaria - sostiene Francesco Di Lieto del Codacons - Dimissioni è un termine desueto che, non a caso inizia la lettera D, proprio come il termine che le determina Dignità.

Un legame forte quello tra questi due vocaboli.

Laddove manca la dignità infatti, le dimissioni stentano sempre ad arrivare. E noi le invochiamo a gran voce.

Le sue dimissioni sono un atto doveroso, come sarebbero quelle di chi l’ha designata a gestire ciò che lei ammette di non conoscere. Altrimenti dobbiamo prepararci ad una lunga battaglia dove il virus è il nemico meno pericoloso. Se chiedere le dimissioni di chi sta gestendo l’emergenza costituisce un reato – conclude il Codacons – allora si intenda la nostra richiesta come un’autodenuncia».

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